A Savona c’è una piscina comunale che riesce a far discutere anche quando l’acqua manca, come è accaduto quest’estate. È la Zanelli di corso Colombo, naturalmente: non un semplice impianto sportivo, ma una specie di ring amministrativo dove Amatori Nuoto e Rari Nantes si fronteggiano a colpi di comunicati, numeri di bilancio, ricorsi annunciati e reciproche lezioni di morale.
L’ultima puntata dell’eterna telenovela vede l’Amatori Nuoto esclusa dalla procedura del Comune per inadempienze relative a rate non pagate, soprattutto Tari e Imu, mentre la Rari Nantes ha ottenuto una proroga fino a settembre, in attesa che Palazzo Sisto completi la verifica della documentazione per l’affidamento annuale.
L’Amatori non ci sta e annuncia il ricorso al Tar, parlando di un “errore giuridico macroscopico”. Poi parte all’attacco: la Zanelli, sostiene, non può essere “il bancomat di una società o il giocattolo di alcuni signori”, perché dovrebbe essere gestita nell’interesse dei cittadini. Un concetto sacrosanto, verrebbe da dire, se non fosse che a Savona l’interesse dei cittadini viene evocato spesso quando occorre conquistare una piscina, molto meno quando si tratta di garantire impianti efficienti, aperti e decenti tutto l’anno.
Nel comunicato arrivano anche le cifre: l’Amatori rivendica un bilancio 2025 in pareggio e nessun contributo comunale; la Rari Nantes, secondo quanto affermato dagli avversari sulla base dei bilanci depositati, avrebbe quasi un milione di euro di debiti. E qui la disputa smette di assomigliare a una gara di pallanuoto e prende le sembianze di un consiglio di amministrazione con la cuffia.
La Rari Nantes, attraverso il presidente Daniele Polti, replica però con chiarezza: mai avrebbe sostenuto che senza la Zanelli non sarebbe possibile restare in Serie A1. La società ricorda di avere in concessione la piscina di Luceto, dove la squadra si è allenata e ha disputato per anni partite di campionato e persino playoff scudetto quando la Zanelli era inutilizzabile. Dunque nessun ricatto sportivo, nessuna pressione mediatica, nessun “o la Zanelli o la Serie A”.
Bene. Almeno su questo punto possiamo rassicurarci: la Rari Nantes può andare avanti anche senza Zanelli, l’Amatori può andare avanti con gli avvocati e il Comune può andare avanti con le verifiche. I savonesi, invece, continuano ad aspettare di capire quando potranno avere una piscina comunale che funzioni davvero come servizio pubblico e non come trofeo da contendere.
Perché la Zanelli non è un giocattolo, questo è vero. Ma non dovrebbe neppure essere il campo di battaglia permanente fra società sportive, bilanci contestati e uffici comunali. È un bene della città. E forse sarebbe il caso che qualcuno lo ricordasse non soltanto quando c’è da chiedere una concessione, ma anche quando c’è da garantire acqua, manutenzione, accessibilità e rispetto per chi quella piscina la usa, la paga e la guarda da fuori.
A Savona, del resto, l’acqua passa. Le polemiche restano.






