
Dopo oltre vent’anni di immobilismo, Spotorno ha deciso di cambiare davvero. Con l’approvazione definitiva del nuovo Piano di Utilizzo del Demanio (PUD), l’amministrazione guidata dal sindaco Mattia Fiorini ridisegna il futuro del litorale, scegliendo una strada che inevitabilmente farà discutere ma che difficilmente può essere definita priva di coraggio.
La decisione è destinata a modificare profondamente l’equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge pubbliche: gli stabilimenti balneari passeranno da 34 a 27, mentre aumenteranno le spiagge libere e libere attrezzate fino a raggiungere circa il 40% dell’arenile.
Si tratta di una scelta destinata a scontentare una parte degli operatori balneari, che avevano presentato proposte alternative per limitare l’impatto della riforma. Le loro osservazioni sono state in gran parte respinte: delle 68 presentate, soltanto 12 sono state accolte, almeno in parte.
Ma al di là delle inevitabili polemiche, il dato politico è un altro.
In un Paese dove troppo spesso gli amministratori preferiscono rinviare le decisioni difficili per non perdere consenso, il Comune di Spotorno ha scelto invece di assumersi una responsabilità. Si può condividere oppure no l’impostazione del nuovo PUD, ma è difficile sostenere che sia stata la strada più semplice.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di adeguare l’offerta turistica ai cambiamenti degli ultimi anni. Accanto al tradizionale turismo familiare, oggi crescono i soggiorni brevi, il turismo internazionale e quello legato alle attività sportive e all’utilizzo delle spiagge libere attrezzate. È una visione diversa dello sviluppo turistico che punta a rendere il litorale più accessibile senza rinunciare ai servizi.
Naturalmente saranno i fatti a dire se questa scommessa avrà successo. Se il nuovo equilibrio tra spiagge libere e stabilimenti funzionerà, Spotorno potrebbe diventare un modello anche per altri comuni liguri. Se invece emergeranno criticità, sarà compito dell’amministrazione correggere il tiro.
Una cosa, però, appare evidente: dopo oltre due decenni in cui nessuno aveva avuto il coraggio di mettere mano al Piano del Demanio Marittimo, questa amministrazione lo ha fatto.
Ed è proprio questo il punto più significativo della vicenda. In politica si possono criticare le scelte, ma è giusto riconoscere quando un’amministrazione affronta una decisione complessa senza limitarsi a rinviarla. Oggi Spotorno ha imboccato una strada nuova. Solo il tempo dirà se sarà stata quella giusta, ma nessuno potrà dire che sia stata la strada più comoda.






