
Dietro l’operazione che potrebbe portare Claudia Morich dalla direzione del bilancio regionale a un assessorato in giunta c’è una regia politica precisa, tutt’altro che improvvisata. E il regista, secondo molti osservatori liguri, ha un nome e un cognome ben noti: Claudio Scajola.
Il sindaco di Imperia, tornato ufficialmente in Forza Italia da pochi mesi ma mai davvero uscito dal perimetro del potere regionale, continua a esercitare un’influenza che va ben oltre il Ponente. A Genova lo sanno bene: quando si parla di equilibri delicati, di nomine strategiche e di incastri tra partiti, il suo parere pesa ancora molto. La “benedizione” all’operazione Morich, raccontano i soliti spifferi, sarebbe maturata in un contesto ristretto fatto di cene riservate e confronti diretti con il presidente Bucci e i vertici nazionali di Forza Italia.
Claudia Morich rappresenta il profilo ideale per una scelta a più livelli. Tecnica di lungo corso, considerata una delle colonne dell’amministrazione regionale sul fronte del bilancio, non ha mai fatto politica attiva e questo la rende spendibile come figura civica. Allo stesso tempo è gradita a Forza Italia, a cui spetta il posto secondo gli accordi di maggioranza. È donna, requisito su cui Bucci si è impegnato pubblicamente. E non ultimo, è savonese: dettaglio tutt’altro che marginale in una giunta dove la provincia di Savona oggi è rappresentata solo dal leghista Ripamonti.
Ma proprio qui si innesta la prima crepa politica dell’operazione. Perché nel Savonese c’era un nome che da mesi circolava come papabile per un ingresso in giunta: Monica Giuliano, ex sindaca di Vado Ligure, figura politica con esperienza amministrativa diretta e un profilo che molti consideravano pronto per il salto regionale. La sua esclusione non è passata inosservata e ha lasciato più di un malumore.
La scelta di privilegiare una tecnica come Morich rispetto a una ex sindaca viene letta da alcuni come un segnale chiaro: in questa fase la Regione preferisce l’affidabilità amministrativa alla rappresentanza politica territoriale. Una scelta legittima, ma che inevitabilmente produce scontenti. E Monica Giuliano, che per molti avrebbe potuto incarnare una voce savonese forte e riconoscibile in giunta, resta fuori dal giro che conta.
Nulla è ancora formalmente deciso, anche perché la prossima settimana sarà decisiva sul fronte del bilancio regionale. Prima i numeri, poi le poltrone. Ma la sensazione diffusa è che la strada sia ormai segnata. Non a caso il presidente Bucci avrebbe accantonato altre ipotesi, in particolare quelle provenienti dall’area civica, già irritata da una rappresentanza considerata insufficiente rispetto al peso in consiglio regionale.
Nel frattempo si prepara il consueto risiko delle deleghe: Fratelli d’Italia rivendica la vicepresidenza in nome dei rapporti di forza elettorali, la Lega difende le sue caselle strategiche, Forza Italia incassa un assessorato chiave. E Claudio Scajola, ancora una volta, dimostra di saper stare formalmente un passo indietro ma con lo sguardo lungo, orchestrando un’operazione che tiene insieme partito, territori e potere reale.
Se Morich entrerà davvero in giunta, non sarà solo una promozione tecnica. Sarà la conferma che in Liguria le scelte decisive nascono lontano dai riflettori e che il peso dei grandi registi conta ancora più dei percorsi politici locali. Con buona pace di Savona e con l’amarezza di Monica Giuliano






