La Liguria apre il 2026 con un mercato immobiliare in crescita, ma la vera notizia è una sola: Savona si conferma la provincia più cara della regione.
Non Genova, non la Riviera dei fiori, ma proprio lei, la città spesso raccontata come marginale, oggi leader nei prezzi al metro quadro.
Secondo l’analisi dell’ufficio studi di Idealista, il primo trimestre 2026 segna un aumento medio del 2,2% in Liguria, che si piazza così al terzo posto tra le regioni più care d’Italia. Il prezzo medio regionale raggiunge i 2.529 euro al metro quadro, con un +2,8% su base annua.
Ma il dato che colpisce – e che merita una riflessione più profonda – è quello savonese.
Savona: prezzi al top, crescita al rallentatore
La provincia di Savona tocca quota 3.152 euro al metro quadro, il valore più alto di tutta la Liguria.
Dietro restano Imperia (2.713 €/mq), La Spezia (2.276 €/mq) e soprattutto Genova, ferma a 2.065 €/mq.
Eppure c’è un paradosso evidente: Savona è la più cara, ma cresce meno delle altre.
- Genova: +2,8%
- La Spezia: +2,4%
- Savona: +1,9%
- Imperia: +0,9%
Tradotto: Savona è già talmente alta che fatica a salire ancora. Oppure, più semplicemente, il mercato inizia a mostrare segnali di saturazione.
Il capoluogo: crescita minima, prezzi comunque sostenuti
Se si scende nel dettaglio dei capoluoghi, il quadro diventa ancora più interessante.
Savona città cresce appena dello 0,5%, contro il +3,3% della Spezia e il +2,7% di Genova.
Eppure mantiene valori elevati: 1.958 euro al metro quadro, terzo posto regionale.
Anche qui emerge una contraddizione:
prezzi alti, ma dinamica debole.
La domanda vera: chi può permettersi Savona?
Ed è qui che il dato economico diventa politico.
Perché mentre i prezzi salgono, la città racconta tutt’altra storia:
- stipendi fermi
- lavoro precario o stagionale
- giovani che faticano a restare
- trasformazioni urbanistiche sempre più orientate al mercato immobiliare
Savona diventa così una città sempre più cara per viverci, ma non necessariamente più ricca.
Una città dove il valore delle case cresce più velocemente della qualità della vita percepita.
Turismo, seconde case e trasformazioni urbane
Dietro questi numeri c’è un fenomeno già noto:
- aumento delle seconde case
- trasformazioni di strutture turistiche in residenziale
- pressione immobiliare lungo la costa
- investimenti più finanziari che sociali
Il rischio?
Una città che si trasforma lentamente in prodotto immobiliare, più che in comunità.
Savona prima nei prezzi. Ma ultima nelle risposte?
Essere la provincia più cara potrebbe sembrare un successo.
Ma senza politiche abitative, senza visione urbanistica, senza equilibrio sociale, rischia di diventare un boomerang.
Perché una città non vive di metri quadri, ma di persone.
E oggi la domanda resta lì, sospesa tra i numeri e la realtà:
Savona è diventata cara.
Ma è diventata anche migliore?






