Savona, lampioni a sorpresa: la manutenzione finisce nella bottiglia

A Savona può capitare di parcheggiare l’auto in piazza Giulio II e ritrovarsi, senza averlo chiesto, dentro un episodio di ordinaria amministrazione cittadina: un lampione crolla, sfonda il lunotto di una vettura e solo per pura fortuna non ferisce nessuno.

Non è stata una semplice seccatura, né un inevitabile incidente del destino. Le fotografie raccontano una realtà meno poetica e molto più preoccupante: ruggine alla base del palo, materiali deteriorati, componenti che sembrano aver esaurito da tempo la loro vita utile. Quando una struttura di arredo urbano cade, la domanda non dovrebbe essere “come mai è successo?”, ma “da quanto tempo si poteva vedere che sarebbe successo?”.

E dopo il crollo arriva la soluzione provvisoria, degna della Savona che ama i rendering ma fatica a fare manutenzione: cavi e collegamenti sistemati alla meglio, plastica e nastro adesivo; persino una bottiglia di plastica rovesciata, collocata sulla sommità del palo, per evitare – si presume – che l’acqua piovana si infili dove non dovrebbe.

Altro che città intelligente: qui siamo alla manutenzione creativa, con il riciclo come filosofia amministrativa. La bottiglia contro la pioggia è forse il nuovo capitolo della “rigenerazione urbana”? Dopo le aiuole che spariscono e l’asfalto che avanza, ecco il design ecologico d’emergenza: il lampione con tappo incorporato.

Naturalmente, l’ironia si ferma davanti alla gravità del fatto. Quel palo poteva colpire un passante, un bambino, un anziano, una persona in bicicletta. Invece ha danneggiato un’auto, e già questo è abbastanza grave. Ma una città non può affidare la sicurezza dei cittadini alla fortuna.

La Giunta farebbe bene a non archiviare tutto come un singolo guasto, chiamare una squadra e mettere una bottiglia dove prima c’era un problema. Occorre un controllo serio e completo di tutti i lampioni cittadini, a partire da quelli più vecchi e da quelli collocati nelle piazze, sui marciapiedi e vicino alle auto in sosta. Con verifiche documentate, interventi rapidi e un piano di manutenzione che prevenga i crolli invece di commentarli dopo.

Perché un lampione non è un dettaglio decorativo: è un pezzo di infrastruttura sopra la testa dei savonesi. E non può essere affidato alla ruggine, al nastro adesivo e alla provvidenza.

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