Sabato 15 novembre, a Villa Cambiaso, la Giunta inviterà forze politiche e simpatizzanti a un momento di confronto per “definire il prossimo programma di governo”.
Una scena che, per chi vive Savona tutti i giorni, ricorda un po’ quei reality in cui i concorrenti votano su chi ha acceso il fuoco… mentre dietro di loro l’isola sta andando a fuoco da sola.
La giornata si chiama “In rotta verso l’Agenda 2.0”, che è un modo elegante per dire che la 1.0 non è proprio andata come nei volantini.
PROGRAMMA (traduzione simultanea):
- Ore 9:00 – Registrazione
(così possiamo contare quanti simpatizzanti sono rimasti, senza doverli cercare uno per uno su Facebook) - Ore 9:30 – Introduzione
Il Sindaco spiegherà che è andato tutto bene e che chi dice il contrario è “negazionista del cambiamento”. - Ore 10:30 – 12:30 – Tavoli tematici di discussione
Tavolo rifiuti: “È colpa dei cittadini”.
Tavolo scuole: “Ci vuole visione”.
Tavolo cultura: “Dobbiamo continuare, non disperdere il patrimonio immateriale”.
Tavolo parcheggi: momento di raccoglimento e silenzio. - Ore 12:30 – 13:00 – Restituzione finale
Ogni tavolo racconterà ciò che è stato detto, o meglio ciò che si può raccontare senza aprire crisi politiche. - A seguire – Pranzo
Perché un bilancio di fine mandato senza buffet non è democrazia, è solo sofferenza.
La parte migliore?
L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è “avviare il percorso per definire il prossimo programma di governo”.
Traduzione:
Prima ancora di capire cosa non ha funzionato, si prepara la stagione 2.
Come quelle serie TV rinnovate anche se la prima stagione ha avuto l’8% di recensioni positive, ma il regista insiste dicendo che “la trama si svilupperà”.
I traguardi raggiunti (secondo la versione ufficiale):
- La città è viva (a tratti confusa, ma viva).
- La cultura è al centro (letteralmente: il centro storico è pieno di eventi, peccato per il resto della città).
- La raccolta rifiuti è in trasformazione (come la crisalide… solo che questa ha deciso di restare bruco).
- Il dialogo coi cittadini è aperto (specialmente quando i cittadini non parlano).
“Vi aspettiamo tutti”, recita l’invito.
Ed è giusto.
Perché davvero, dopo due anni e mezzo di:
- scuole degradate e allagamenti annunciati,
- asinelli amministrativi travestiti da cavalli di battaglia,
- dossier culturali diventati consulenze.
- soluzioni che “arriveranno”, “sono in fase di valutazione”, “il progetto è in approvazione”, “ma guardate la visione”,
un incontro per discutere del futuro serve.
Serve moltissimo.
Soprattutto per capire: chi porterà le sedie?
Perché di sederi da accomodare, a Villa Cambiaso, ce ne saranno parecchi.






