Savona e il famoso 70% di differenziata: ma quanto viene davvero riciclato?

Il dato ufficiale regionale per il 2025 è 58,48%. Negli ultimi mesi dell’anno Sea-S ha invece comunicato percentuali superiori al 70%. Non è necessariamente una contraddizione: sono grandezze riferite a periodi diversi. Ma resta una domanda ancora più importante: di ciò che raccogliamo separatamente, quanto viene effettivamente riciclato?

Da parecchio tempo a Savona sentiamo ripetere un numero quasi magico: 70% di raccolta differenziata.

Un risultato certamente importante, soprattutto considerando da dove partiva la città. Ma quando si parla di numeri ambientali è sempre meglio distinguere tra comunicazione, dati mensili e dati ufficiali consolidati.

E allora siamo andati a vedere cosa dice Regione Liguria.

L’ultimo dato ufficialmente accertato riguarda l’anno 2025 ed è contenuto nel censimento regionale approvato con decreto dirigenziale n. 4650 del 18 giugno 2026.

Per il Comune di Savona la raccolta differenziata risulta pari al 58,48%. Non al 70%.

Attenzione, però, perché sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che Sea-S si sia semplicemente “inventata” quel 70%.

Quel 70% da dove arriva?

Durante il 2025, con la progressiva estensione del porta a porta, le percentuali mensili sono cresciute rapidamente. Nell’agosto 2025 Sea-S dichiarava di avere raggiunto il 69,20% e spiegava di attendere il consolidamento dei dati dopo l’estensione completa del servizio.

Negli ultimi quattro mesi del 2025 i report Sea-S hanno poi indicato percentuali mensili stabilmente superiori al 70%.

Quindi bisogna confrontare mele con mele.

Il 58,48% è la percentuale ufficiale relativa all’intero anno 2025, nel quale il nuovo sistema è entrato in funzione progressivamente; il 70% e oltre riguarda invece soprattutto i mesi successivi all’estensione del porta a porta.

Dire quindi che il 70% “non esiste” sarebbe scorretto.

Ma sarebbe altrettanto scorretto presentare quel 70% come se fosse l’ultimo dato annuale ufficiale certificato dalla Regione Liguria. Al momento non lo è.

Anzi, il dato ufficiale regionale colloca Savona ancora fra i grandi Comuni liguri sotto il 65%: 58,48%, contro il 76,32% di Albenga, mentre la Provincia di Savona nel suo complesso raggiunge il 66,47%.

C’è poi un’altra precisazione importante.

Il famoso 43,76% che compare in alcune segnalazioni ricevute dalla nostra redazione è anch’esso autentico e ufficiale, ma è un dato precedente: riguarda il 2023. Nella documentazione regionale Savona risultava infatti al 43,76%, con 13.654 tonnellate di raccolta differenziata su 31.203 tonnellate complessive di rifiuti urbani.

Quindi non utilizziamolo come dato attuale.

La crescita c’è stata ed è consistente. Questo va riconosciuto.

Ma raccolto separatamente significa riciclato?

Ed eccoci alla questione probabilmente più interessante.

Raccolta differenziata e riciclaggio effettivo non sono sinonimi.

Lo dice la stessa Regione Liguria, che prevede infatti metodologie differenti per calcolare la percentuale di raccolta differenziata e il tasso di riciclaggio e recupero.

Ed è proprio qui che la discussione savonese dovrebbe diventare molto più seria.

Separare plastica, carta, vetro, organico e metalli è il primo passaggio. Poi quei materiali vengono selezionati e trattati e una parte può risultare costituita da impurità o materiale non recuperabile.

La Regione, nella propria metodologia, lo scrive esplicitamente: per calcolare quanto viene effettivamente avviato a riciclaggio o recupero bisogna considerare i rifiuti raccolti separatamente al netto degli scarti di trattamento.

E le percentuali di scarto teoricamente considerate dalla metodologia regionale non sono insignificanti.

Per le raccolte monomateriale, ad esempio, la Regione indica valori di riferimento differenti a seconda del sistema utilizzato: per la plastica il 20% con raccolta stradale e il 10% con porta a porta; per carta e cartone rispettivamente il 10% e il 4%; per l’organico il 18% e il 6%; per il vetro il 2%.

Ecco perché fermarsi alla frase “abbiamo superato il 70%” racconta soltanto una parte della storia.

La domanda successiva dovrebbe essere:

quanto di quel materiale è stato realmente recuperato e riciclato?

Apriamo i numeri di Sea-S

Non serve trasformare la questione in una guerra ideologica tra sostenitori e detrattori del porta a porta.

Servono semplicemente i numeri.

Sea-S e Comune potrebbero rendere pubblica, in maniera facilmente comprensibile, per ogni frazione – plastica, carta e cartone, vetro, organico, metalli, legno e multimateriale – la quantità raccolta, quella conferita agli impianti di trattamento, gli scarti prodotti durante la selezione, la quantità effettivamente avviata a riciclaggio o recupero e la destinazione finale degli scarti.

A quel punto potremmo finalmente capire quanto pesa davvero quel famoso 70%.

Perché una cosa è poter dire che sette chili di rifiuti su dieci sono stati raccolti separatamente.

Altra cosa è poter dire che sette chili su dieci sono stati riciclati.

Sono due affermazioni molto diverse.

Ed è la stessa metodologia ufficiale della Regione a dimostrarlo.

Un accesso civico per sapere dove finiscono i nostri rifiuti

C’è quindi un suggerimento arrivato dai lettori che merita di essere raccolto: presentare una richiesta di accesso civico generalizzato per ottenere i dati disponibili relativi ai flussi dei rifiuti savonesi.

La richiesta non necessita di una motivazione: il FOIA italiano consente a chiunque di richiedere dati e documenti detenuti dalla pubblica amministrazione, naturalmente nei limiti e con le eccezioni stabilite dalla legge.

Il procedimento deve normalmente concludersi entro 30 giorni, salvo i casi previsti dalla normativa, compresa l’eventuale presenza di controinteressati.

Una richiesta molto semplice potrebbe puntare sui dati 2025 e 2026 e chiedere, per ogni codice/frazione merceologica, tonnellate raccolte, impianto di destinazione, quantità in ingresso agli impianti, quantità avviata a effettivo riciclo/recupero, quantità di scarto e destinazione dello scarto.

Niente polemiche. Niente accuse.

Numeri.

Il 70% non va cancellato: va spiegato

Alla fine della verifica una cosa emerge chiaramente.

Dire che Savona è ancora ferma al 43,76% sarebbe falso: quello è il dato ufficiale del 2023.

Dire che l’ultimo dato ufficiale annuale è il 70% sarebbe altrettanto inesatto: Regione Liguria certifica per il 2025 il 58,48%.

È invece documentato che, con l’estensione del nuovo sistema, nei mesi finali del 2025 la raccolta differenziata mensile abbia superato il 70%.

Ora manca il passaggio successivo.

Quello forse più importante.

Quanto di quella montagna di plastica, carta, vetro e organico diligentemente separata dai savonesi diventa davvero nuova materia? Quanto viene scartato? E dove finiscono gli scarti?

Il cittadino che ogni sera consulta il calendario, separa i rifiuti, prepara mastelli e sacchetti e il giorno dopo se li ritrova magari ancora davanti al portone ha almeno il diritto di saperlo.

Perché la differenziata si misura con una percentuale.

L’economia circolare, invece, si misura con ciò che alla fine viene davvero recuperato.

E forse, dopo tanti comunicati sul 70%, è arrivato il momento di pubblicare anche quel numero.

 

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