Rixi e le infrastrutture savonesi: il cantiere delle promesse è sempre aperto

Edoardo Rixi

Aurelia Bis, casello di Vado, tunnel di Capo Noli: il viceministro assicura che si lavora. Dopo anni di ritardi, però, ai savonesi servono soprattutto opere finite. E sulle Funivie, ferme dal 2019, meglio non parlare

Una cosa, questa volta, va riconosciuta a Edoardo Rixi: ci ha messo la faccia.

Non ha mandato avanti Paolo Ripamonti a raccontarci che tutto procede, che bisogna avere pazienza, che i problemi sono complessi e che dietro l’angolo ci aspetta un futuro infrastrutturale radioso.

Rixi è venuto personalmente a Savona e ha parlato di Aurelia Bis, nuovo casello di Vado, autostrade e tunnel di Capo Noli. E ha pronunciato una frase che, conoscendo la storia recente delle infrastrutture savonesi, rischia involontariamente di diventare satira: «Si lavora rispetto a prima, quando non si lavorava».

Il viceministro ha aggiunto che andrà personalmente a verificare l’Aurelia Bis perché, pur avendo ricevuto dei cronoprogrammi dall’impresa, prima di riferirli vuole vedere «la presenza sul cantiere e le operazioni che vanno avanti».

Ed è forse proprio questa la parte più interessante delle dichiarazioni di Rixi.

Perché se persino il viceministro delle Infrastrutture, anziché fidarsi dei cronoprogrammi, sente il bisogno di andare a vedere se gli operai ci sono davvero, qualche problemino evidentemente esiste.

L’Aurelia Bis: l’eterna ripartenza

L’Aurelia Bis è ormai diventata una disciplina filosofica: non importa quando finirà, conta credere che prima o poi finirà.

Il 5 maggio scorso Anas annunciava ufficialmente la consegna del cantiere al Consorzio Infratech, con ripartenza prevista dal 18 maggio e 900 giorni di lavori.

Poi è arrivata la realtà.

Il 26 agosto la Fillea Cgil denunciava mezzi e maestranze insufficienti e un cantiere che continuava a procedere a scartamento ridotto, chiedendo fatti, assunzioni e un piano certo dei lavori. Il sindacato ricordava inoltre lo slittamento dell’orizzonte temporale verso il 2028.

L’11 settembre persino il sindaco Marco Russo chiedeva ad Anas un incontro urgente, spiegando che la ripartenza annunciata per maggio non si era concretizzata nei termini attesi e chiedendo finalmente tempi certi per la conclusione dell’opera.

E adesso arriva Rixi a dirci che andrà a controllare.

Benissimo.

Porti magari anche un binocolo.

Il casello di Vado: questa volta «a cavallo dell’anno»

Poi c’è il nuovo casello di Vado-Bossarino.

Rixi annuncia che i lavori dovrebbero partire «a cavallo dell’anno».

Qui almeno esistono passi amministrativi concreti: nell’aprile scorso Regione Liguria comunicava l’esito positivo della Conferenza dei servizi sul progetto definitivo, precisando però che doveva ancora essere completata la progettazione esecutiva prima della cantierizzazione, prevista nei primi mesi del 2027. L’opera risulta finanziata per circa 72,7 milioni di euro.

Dunque nessuno sostiene che il casello sia una fantasia.

Ma dalle nostre parti abbiamo imparato una piccola regola di sopravvivenza: tra un’opera finanziata, autorizzata, progettata, cantierata e finalmente aperta al traffico possono passare ere geologiche.

Perciò aspettiamo.

Possibilmente senza fanfare.

E adesso rispunta anche il tunnel di Capo Noli

Rixi rilancia pure il tunnel di Capo Noli, chiedendo al Comune di sbloccare l’opera e ricordando che è stata rifinanziata. Secondo il viceministro sarebbe fondamentale anche come alternativa alla A10 nei momenti di crisi della rete autostradale.

Il ragionamento infrastrutturale ha una sua logica.

Ma ascoltato da Savona produce un curioso effetto.

Abbiamo un’Aurelia Bis iniziata e non finita, un nuovo casello ancora da costruire, una rete autostradale tormentata dai cantieri, collegamenti portuali da sistemare e un sistema viario che da anni vive di emergenze.

E già guardiamo al prossimo tunnel.

È un po’ come avere il tetto che perde e discutere del progetto della piscina.

C’è poi una parola che Rixi prudentemente non pronuncia: Funivie

E qui arriviamo al grande assente.

Le Funivie Savona-San Giuseppe.

Forse Rixi ha avuto il pudore di lasciarle fuori dal giro delle promesse.

Ferme dal novembre 2019, quando una frana fece crollare due piloni, sono ancora oggi alla ricerca di un futuro. A gennaio 2026 alcuni vagonetti sono deragliati durante le operazioni sull’impianto; ad agosto è arrivato persino il furto di rame nella stazione di Ciatti, con danni alle componenti elettriche.

Ad aprile istituzioni, sindacati e struttura commissariale hanno scritto proprio al Ministero chiedendo l’autorizzazione a investire sul progetto integrato ferro-fune-parchi logistici, mentre sul recupero vero e proprio della linea funiviaria venivano riconosciuti approfondimenti tecnici ed economici «non di breve periodo».

Tradotto dal burocratese: dopo quasi sette anni siamo ancora a discutere cosa farne.

E nel frattempo il trasporto su gomma pesa sulla viabilità di Savona, Quiliano, Cairo e della Val Bormida, problema riconosciuto nello stesso documento istituzionale.

Su questa infrastruttura sarebbe interessante sentire direttamente Rixi.

Non Ripamonti.

Rixi.

Perché le Funivie dipendono da una vicenda nella quale il Ministero delle Infrastrutture ha un ruolo decisivo e sarebbe quindi legittimo chiedere al viceministro una cosa semplicissima: qual è oggi il progetto, quanti soldi servono e soprattutto entro quando verrà presa una decisione definitiva?

Meno cronoprogrammi, più calendari

Rixi dice anche una cosa sacrosanta: bisogna evitare di vedere sulle autostrade «i birilli senza operai». Sottoscriviamo.

Ma allargheremmo leggermente il concetto.

Il Savonese vorrebbe evitare anche cantieri senza operai, opere senza fine, inaugurazioni delle ripartenze, ripartenze delle ripartenze e cronoprogrammi che vengono sostituiti dal cronoprogramma successivo.

Perché ormai abbiamo avuto talmente tante partenze dell’Aurelia Bis che, se fossero state chilometri, saremmo arrivati a Ventimiglia.

Il nuovo casello di Vado serve. L’Aurelia Bis serve disperatamente. Una soluzione per Capo Noli serve. Una decisione sulle Funivie serve.

Non è quindi in discussione l’utilità delle opere annunciate da Rixi.

È in discussione la credibilità degli annunci dopo anni nei quali il territorio ha sentito parlare molto più spesso di date previste che di opere concluse.

Questa volta, almeno, Rixi ha fatto una scelta apprezzabile: ha detto che prima di comunicare il cronoprogramma dell’Aurelia Bis vuole andare personalmente sul cantiere a verificare.

Faccia pure.

E già che c’è, dopo l’Aurelia Bis potrebbe fare un’altra visita.

Alle Funivie.

Non dovrebbe avere difficoltà a trovarle.

Sono ferme nello stesso posto dal 2019.

Condividi

Lascia un commento