
Buona Pasqua ai valbormidesi,
che da anni si battono per la propria salute e per il loro territorio,
contro l’ennesimo progetto calato dall’alto: l’inceneritore.
A loro, che resistono tra promesse, studi “rassicuranti” e decisioni già scritte altrove.
A loro, che sanno che quando arriva il “progresso”… spesso porta il conto.
Buona Pasqua al sindaco di Spotorno,
che si batte per le spiagge libere,
in una guerra tutta ligure: percentuali, concessioni, ricorsi e proroghe.
Dove il mare è di tutti… ma non sempre per tutti.
Buona Pasqua ai comitati,
sempre più numerosi, sempre più arrabbiati,
ultima vera forma di partecipazione rimasta.
Perché quando la politica non ascolta,
i cittadini smettono di chiedere e iniziano a opporsi.
Buona Pasqua agli studi di impatto ambientale,
che impattano più sulla credibilità che sull’ambiente.
Sempre rassicuranti, sempre perfetti… almeno sulla carta.
Buona Pasqua alle decisioni già prese,
ma presentate come “percorsi condivisi”.
Condivisi da chi?
Domanda retorica.
Buona Pasqua alla Liguria delle contraddizioni,
dove tutti vogliono l’energia pulita… ma da un’altra parte,
dove tutti difendono il territorio… ma non il proprio.
E alla fine, indovina un po’?
Tocca sempre agli stessi.
E soprattutto, Buona Pasqua a chi non si rassegna.
A chi ancora crede che un territorio non sia solo una casella su una mappa.
A chi non accetta di diventare “area idonea” per decisione altrui.
Perché anche quest’anno l’uovo si apre…
e dentro non c’è la sorpresa.
C’è una scelta già fatta.
Auguri.
E occhio: qui più che la resurrezione,
serve un miracolo… politico.






