Celle, pini e querele: quando il problema non è la verità ma chi la racconta

La vicenda che ha coinvolto il presidente ligure Bucci e i giornalisti de Il Secolo XIX è grave. Gravissima. Ma, a ben vedere, non è neppure così sorprendente. Perché quando l’informazione è libera – e soprattutto quando è scomoda – dà fastidio. Eccome se dà fastidio.

È una storia vecchia quanto la politica stessa: chi governa spesso tollera male le domande, le inchieste, le critiche. Ma il caso Bucci ha semplicemente alzato il volume su qualcosa che, in piccolo, accade ogni giorno anche nei nostri territori.

Prendiamo Celle Ligure. Una realtà molto più piccola, certo, ma dinamiche incredibilmente simili.

Qui la vicenda dei pini tagliati è diventata il simbolo di un cortocircuito ormai evidente tra amministrazione e informazione. Il punto centrale sarebbe semplice, quasi banale: quei pini andavano davvero abbattuti oppure no?

Esiste – o non esiste – una perizia chiara e univoca che dimostri la pericolosità degli alberi?

Perché da quello che emerge, tra vecchie e nuove valutazioni, ci sarebbero elementi che indicano come quei pini fossero in salute. E allora la domanda diventa inevitabile: perché sono stati tagliati?

Questo è il nodo. Questo è il problema politico. Questo è ciò che un’amministrazione dovrebbe spiegare ai cittadini.

E invece no.

Invece si assiste a un copione già visto: si sposta il tiro. Non si risponde nel merito, ma si attacca chi pone la domanda. Il giornalista che ha osato scrivere viene messo nel mirino, accusato, quasi “rimproverato” per aver fatto il proprio lavoro. Addirittura si arriva a voler “insegnare il mestiere” e a evocare querele. Tutto sulla Pagina fb Marco Beltrame Sindaco di Celle Ligure

Un atteggiamento che non è solo sbagliato. È pericoloso.

Perché quando un amministratore pubblico usa la minaccia legale come strumento di pressione, il messaggio che passa è chiaro: meglio non disturbare, meglio non indagare, meglio non scrivere.

E non è un episodio isolato. Chi segue la pagina Facebook I Mugugni di Celle sa bene che le minacce di querela sono diventate quasi una prassi, un riflesso automatico di fronte a qualsiasi voce critica.

Ma una democrazia locale sana non funziona così.

Non funziona intimidendo chi fa domande. Funziona rispondendo. Con dati, con atti, con trasparenza.

Perché il problema non è il giornalista. Non è il post. Non è il commento.

Il problema, semmai, è quando le risposte non arrivano.

E allora sì, che il dubbio cresce. E diventa legittimo.

E più si prova a zittirlo, più si rafforza.

L’articolo de La Stampa

Condividi

Lascia un commento