Varazze, la rigenerazione urbana a colpi di asfalto: piazza Pizzorno diventa una pista nera

A Varazze la chiamano “rigenerazione urbana con nuova viabilità da piazza Pizzorno”. Un’espressione elegante, di quelle che fanno pensare a spazi più vivibili, alberi, ombra, piccoli giardini, aree di incontro. Poi però basta guardare l’intervento realizzato dietro la piazza, tra via Bernardo Pizzorno e via Camminata Superiore, per ritrovarsi davanti a una distesa di asfalto.

Una vera e propria piastra nera, ampia, uniforme, pronta a cuocere al sole d’estate e a restituire calore fino a sera. Altro che rigenerazione: qui sembra abbia vinto la più tradizionale delle formule urbanistiche, quella del “quando non si sa cosa fare, si asfalta”.

Eppure nella planimetria del progetto comparivano almeno alcune aiuole, per quanto piccole e francamente non rivoluzionarie. Nella fotografia dell’area appena sistemata, invece, di verde non pare essercene neppure l’ombra. Nemmeno quelle striminzite porzioni vegetate previste sulla carta: sparite, o forse semplicemente dimenticate lungo la strada.

Il paradosso è tutto qui. Mentre ovunque si discute di città da raffrescare, suolo permeabile, alberature e contrasto alle isole di calore, Varazze consegna ai cittadini un nuovo grande spazio impermeabile. D’estate sarà un piccolo forno urbano; quando pioverà, l’acqua avrà un luogo in meno dove infiltrarsi. Ma almeno le automobili potranno sentirsi accolte.

Naturalmente si può sempre sostenere che i lavori non siano conclusi e che il verde arriverà. Sarebbe una buona notizia. Per ora, però, la “rigenerazione” appare soprattutto come una generosa rigenerazione di asfalto.

L’amministrazione aveva presentato l’intervento come rigenerazione urbana e nuova viabilità da piazza Pizzorno. I cittadini possono legittimamente chiedere: le aiuole previste arriveranno davvero, oppure anche quelle resteranno un disegno colorato in planimetria?

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