Si è svolta oggi a Palazzo Sisto la seduta della Terza Commissione consiliare permanente del Comune di Savona, interamente dedicata al futuro del servizio di emergenza 118 e al contestato progetto di accorpamento della Centrale Operativa savonese con quella regionale di Genova.
A presiedere la riunione è stato il consigliere Renato Giusto. Erano stati invitati l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, la direttrice dell’Area Socio Sanitaria di Azienda Zero Liguria Monica Cirone, i rappresentanti sindacali e gli operatori del servizio di emergenza. L’assenza dell’assessore Nicolò, che non si è presentato all’incontro, ha però inevitabilmente alimentato le polemiche e il malcontento dei presenti.
La commissione, richiesta dai consiglieri di opposizione, ha rappresentato un momento di confronto molto atteso per fare chiarezza sul piano di riorganizzazione della Regione. Dai numerosi interventi è emersa una netta contrarietà all’ipotesi di trasferire la centrale operativa del 118 da Savona a Genova, ritenuta una scelta che rischia di impoverire ulteriormente il territorio e di indebolire un servizio considerato strategico.
Il sindaco Marco Russo ha lamentato la mancanza di un reale confronto istituzionale con i territori, esprimendo il timore che il progressivo accentramento delle funzioni sanitarie possa penalizzare non solo il 118, ma più in generale l’intero sistema sanitario savonese, a partire dall’ospedale San Paolo.
Di diverso avviso i rappresentanti di Azienda Zero e del progetto di riorganizzazione, che hanno illustrato gli aspetti tecnici della riforma sostenendo che un modello centralizzato, già adottato con successo in altre regioni, potrebbe garantire maggiore efficienza e uniformità del servizio.
Le spiegazioni, tuttavia, non hanno convinto né i consiglieri comunali né le organizzazioni sindacali. In aula sono state ribadite le preoccupazioni per la perdita di un presidio fondamentale per il territorio e per le possibili ricadute occupazionali sugli operatori del 118 savonese.
La seduta si è così conclusa senza un riavvicinamento delle posizioni, confermando quanto il futuro del 118 resti uno dei temi più delicati e divisivi della sanità ligure.






