TP. Da clienti sotto accusa a impresa modello. L’avvocato Severino li porta alla Luiss

Tirreno Power La Bellanova e l’ex ministro col n° 1 dell’azienda del disastro di Vado Ligure

Da clienti sotto accusa a impresa modello

L’avvocato Severino li porta alla Luiss

Chi si sfila, chi prende le distanze. E chi si arrabbia perché questo convegno non è ciò di cui Vado Ligure ha bisogno. Oggi alla Business School dell’università Luiss di Roma è previsto: “Teaching case Tirreno Power, dalla crisi a modello di sviluppo condiviso”. Partecipano il renziano ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova, il segretario Uiltec Paolo Pirani, il sindaco di Vado Ligure (Savona) Monica Giuliano, il professore di Economia aziendale Enrico Laghi e Fabrizio Allegra, direttore generale della Tirreno Power. Insomma, tutti entusiasti per la ex centrale a carbone, oggi convertita a metano, al centro di un processo per disastro ambientale e sanitario colposo che coinvolge ex manager e dirigenti.

Ciliegina sulla torta, una schiera ospitata e promossa dalla vicepresidente della Luiss, l’ex ministro Paola Severino, che è anche l’avvocato dell’azienda nella causa in cui è citata come responsabile civile.

IL CONVEGNO tratterà della “recente, positiva” ristrutturazione dopo la “forte crisi” del settore termoelettrico” , con una analisi delle difficoltà a cui “la Tirreno Power ha reagito con tempestività e determinazione”. Le polemiche sono state immediate: in una delle prime versioni del programma era prevista anche la partecipazione del pentastellato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco, il cui nome è poi scomparso. Si sono smarcati anche alcuni sindacati invitati, come la  Filctem-Cgil. “Siamo consapevoli della responsabilità che ci siamo presi per evitare che 200 lavoratori finissero in mezzo ad una strada come  era nelle intenzioni della società – spiegano in una nota, riferendosi alla crisi-.Ma fare di questo un esempio per la gestione della crisi industriale’, francamente, ci sembra poco rispettoso per chi da questa crisi ne è uscito con le ossa rotte. Basti pensare a 400 lavoratori in- diretti”.

Peraltro è in corso il processo a 26 tra manager, amministratori e dirigenti di Tirreno Power perl e accuse di disastro ambientale e sanitario colposo relative al pe- riodo 2003- 2014. Sono parte civile molte associazioni ma anche i ministeri dell’Ambiente e della Salute. Nelle scorse settimane, il Cnr aveva parlato di un aumento del 49% della mortalità nella zona in 12 anni,datic he Tirreno Power rigetta come “vecchi e già confutati”. “Negli anni l’azienda ha dimostrato di poter sopravvivere adeguandosi alla riduzione delle emissioni e alla chiusura dei gruppi a carbone. – dicono oggi i comitati -. E se l’avesse dimostrato anche prima del sequestro?

Cosa si vuole sostenere in questo illustre convegno, con magari un occhio al processo?”

INTANTO il sindaco di Quiliano (Savona), che ospita  parte dell’impianto, attende ancora di conoscere le dinamiche della reindustrializzazione iniziata a fine 2018:  “Fin qui solo informazioni vaghe”, osserva Nicola Isetta. Magari oggi ne saprà di più

VIRGINIA DELLA SALA E FERRUCCIO SANSA da Il Fatto Quotidiano

 

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