Laigueglia si differenzia (2)

 
Laigueglia si differenzia (2)
Comincerò con un racconto vero, personalissimo, che coinvolge due dei migliori amici che ho avuto nella mia vita. Mio padre e il “suo – nostro” cane. Il cane si chiamava Dick ed era un bretton un po’ fuori taglia, intelligente e “di movimento” come è la caratteristica della razza. Mio padre, appassionato cacciatore, lo aveva comprato per addestrarlo a riportare la selvaggina. Così un giorno lo ha “mandato a scuola”. Le lezioni avevano un programma molto semplice ma di difficile applicazione….  
Si prendeva una quaglia per un’ala, la si faceva ruotare in aria tenendola con una mano finché l’ala non si spezzava e poi la si lasciava andare. A questo punto si lasciava il cane che doveva imparare a puntare la quaglia e quando la puntava doveva stare completamente immobile, come una statua. Non era una cosa facile (se vogliamo era contro natura per il cane) e si usava (ma forse si usa ancora) bastonare il cane quando la performance non era perfetta. Mio padre, che voleva a Dick un bene dell’anima (come non volergliene?) decise dopo due giorni di andare a trovarlo, come si usa fare per gli studenti quando vanno a parlare con i professori per monitorare il profitto dei figli….e a quel punto ha  visto Dick  con le orecchie sanguinanti, che quasi implorava aiuto con gli occhi. La decisione fu immediata. Se lo caricò in macchina e lo riportò immediatamente a casa. Il metodo di addestramento era quello del bastone e la carota. Oggi anche con gli animali si usa un insegnamento “premiale”. Che è impostato su criteri completamente opposti. Prima si pensava: o fai l’esercizio bene o ti bastono. Ora si tende a premiare, magari con un biscotto, chi fa l’esercizio bene e sembra, a quanto mi dicono, che il sistema funzioni.

 Cosa c’ entra con la differenziata?

C’entra, c’entra.

Lasciando i parametri di base identici (codice a barre, isole ecologiche, identificabilità di chi ha conferito) invece che bacchettare il cittadino conferente con una multa lo si può premiare con un punteggio che riduce il costo della bolletta della spazzatura. Lo so, sembra più complicato.

 Ma è un’ipotesi di lavoro che metto sul tavolo a disposizione di quelli che sono stati eletti per amministrare. E quindi per pensare, anche.

 Se si fa cenno ad uno sgravio dei soldi da pagare in bolletta forse si ha un seguito maggiore e dei risultati migliori.

 Si tratta solo di studiare come fare.

 A questo proposito ci sono città che lo praticano già con risultati abbastanza buoni. Basta informarsi. Ed ho scritto queste due righe solo per dire che ci sono altre vie da percorrere prima di addestrare l’utenza con delle sgradevoli multe. A parametri invariati. 

Amedeo Massa

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