Evento a Vado Ligure per parlare dell’ipotesi biodigestore

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Ricca presenza di spettatori con rappresentanza dei gruppi politici locali, fra i quali Pietro Bovero (Vado…di tutti), Francesco De Merra (Memoria e Futuro), Rodolfo Fersini (Quiliano Domani), Cinzia Pennestri (Progetto Comune). Naturalmente assente, come di regola, la maggioranza vadese.

Prende la parola il consigliere regionale Andrea Melis sulla delibera 43 del 2/8/2018 riguardante il piano d’ambito elaborato dalla Provincia di Savona in merito alla possibilità di insediamento di un biodigestore nel sito Tirreno Power, avvallata successivamente dalla Regione.

Sono state illustrate le osservazioni al riguardo compiute dal Movimento 5 stelle in sede regionale; le risposte dell’assessorato competente hanno puntualizzato l’assenza di elementi oggettivi per la quantificazione dell’organico da trattare e l’impossibilità di prendere in considerazione l’esistente biodigestore di Ferrania in quanto impianto privato.

Melis ha concluso dicendo che, stando alle carte, per ora sono questi gli atti protocollati, anche se gli amministratori locali hanno detto diversamente (ma non hanno prodotto carte né ci sono state delibere in merito).

Successivo intervento di Marco De Ferrari, altro consigliere regionale pentastellato, che ha posto l’accento sul lavoro effettuato dalle Commissioni Ecomafie 2016: dati allarmanti per la Liguria, una regione agli ultimi posti in Italia per l’impiantistica esistente e ad altro rischio di business criminale.

In Liguria il costo pro-capite per i rifiuti è estremamente alto (più di 200 euro), nel 2016 il 60% dei rifiuti era conferito in discariche (al 2° posto dopo la Sicilia), erano in tale data bonificati solo 52 siti su 174. Terra dei Fuochi bis? Secondo ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – in Liguria si ottiene meno del 50% di raccolta differenziata media a fronte di un valore medio per il nord Italia dal 60 al 74%.

I mega-impianti biodigestori, che di “bio” hanno molto poco, sono altamente impattanti, al contrario degli impianti medio-piccoli che lo sono molto meno; un mega biodigestore a Vado Ligure produrrebbe un aumento smisurato del traffico di camion.

De Ferrari ha ricordato la presa di posizione del febbraio 2013 da parte dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE) di Viterbo contro i progetti di biodigestori, centrali a biogas e biomasse che ha richiamato l’articolo 32 della Costituzione che afferma: ”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

E’ stata inoltre ricordata la presa di posizione dei medici di Lodi che nel 2014, nel corso di un summit, deliberarono che una centrale di biogas che lavora per oltre 8mila ore l’anno, equivale al transito quotidiano di circa 600mila vetture con marmitta Euro 4». Le alte emissioni prodotte da queste centrali capaci di bruciare alte quantità di materiale organico per produrre energia oltre a liberare nell’aria polveri sottili, emanano ossidi d’azoto, ozono e altre molecole inquinanti con danno alla è molteplice perché agli effetti diretti degli ossidi d’azoto (Nox), come le malattie respiratorie, si devono sommare quelli dell’ozono e del particolato fine che possono causare infarti e altre patologiecardiocircolatorie, oltre al cancro al polmone.

Soluzioni:

1) porta a porta spinto con tariffazione puntuale: differenzio di più, pago di meno;

2) in alternativa plurime impiantistiche aerobiche e non anaerobiche, di piccole dimensioni. A San Francisco sono al 98% della raccolta differenziata, basterebbe semplicemente copiare.

La parola poi al consulente di Diritto Ambientale Marco Grondacci, che riferisce sull’esposto al Presidente della Repubblica  del WWF Italia e Uniti per la Salute per il Biodigestore sull’area di crisi complessa Tirreno Power firmato dall’Avvocato Matteo Ceruti.

Il Tar ha bocciato il progetto del biodigestore di Isola del Cantone o meglio gli atti della Regione che lo ritenevano compatibile dal punto di vista ambientale proposto dall’amministrazione regionale di centrodestra.

Grondacci ha poi elencato le manchevolezze procedurali della Provincia, la mancata presa in considerazione del parametro salute pubblica ed ha sottolineato la mancata convocazione di una assemblea pubblica, come previsto dalla legge, a seguito del cambiamento di sito per il biodigestore, in quanto la VAS aveva indicato il sito del Boscaccio.

A seguire, il deputato Roberto Traversi della Commissione Ambiente della Camera.

La situazione rifiuti in Liguria è disatrosa, così come la depurazione delle acque.

Finalmente votato ed implementato il Registro Tumori, elemento che potrà fare molta chiarezza sulle patologie neoplastiche di origine ambientale. L’atteggiamento del Movimento 5 stelle è quello di rifiuti zero, in contrapposizione alla Lega che vorrebbe invece più inceneritori.

Interventi del pubblico.

I rappresentanti di maggioranza ed opposizione del Comune di Quiliano sono contrari al biodigestore; Rodolfo Fersini afferma che, comunque, esistendo l’atto amministrativo, un privato potrebbe acquistare le aree da Vernazza (paventata anche l’ipotesi di un possibile esproprio).

Soddisfatti i rappresentanti della minoranza vadese.

E la maggioranza: come al solito…ASSENTE !

Francesco Demerra

 

Dopo che pochi giorni prima ci sono state dichiarazioni che quasi irridevano questo evento:
Monica Giuliano (Sindaco di Vado ligure):
” Non si forniscano notizie sballate ai cittadini”
Pietro Bovero (Vado di Tutti).
“Non raccontiamo barzellette”
Franca Guelfi (Memoria e Futuro):
Riteniamo che l ipotesi di realizzarlo nelle aree Tirreno Power, sia del tutto superata”

Stando all’esposizione dei fatti, espressi in conferenza, invece ci sono documenti che possono aprire la reale possibilità, della costruzione di un Biodigestore nel nostro territorio.

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