Ancora tu

Valditara e Salvini

Ne siamo certi, nessuno sentiva la mancanza delle esternazioni del Ministro Valditara, ove senza pudore afferma… “sono d’accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani, se studieranno in modo potenziato l’italiano laddove già non lo conoscano bene, se nelle scuole si insegni approfonditamente la storia, la letteratura, l’arte, la musica italiana, se i genitori saranno coinvolti pure loro nell’apprendimento della lingua e della cultura italiana e se non vivranno in comunità separate. È in questa direzione che noi intendiamo muoverci”.
Dichiarazioni inopportune che seguono quelle del vice Premier.
Il 27 marzo, ospite a Porta a Porta su Rai 1, il leader della Lega Matteo Salvini ha detto che «bisogna mettere un tetto di alunni stranieri in ogni classe». «Se hai tanti bambini che parlano lingue diverse, non parlano l’italiano in una classe, è un caos per tutti», ha aggiunto Salvini. «Un 20 per cento di bambini stranieri in una classe è anche stimolante: conosci lingue, conosci culture, conosci musiche. Ma quando gli italiani sono loro il 20 per cento di bimbi in classe, come fa una maestra a spiegare l’italiano, la matematica, la storia e la geografia?».
In realtà, in Italia esiste già da tempo un numero limite di studenti stranieri per classe. Curiosità: Salvini aveva già fatto una proposta simile nel 2015, anche in quell’occasione ospite Porta a Porta.
Come vedete ad ogni campagna elettorale ripetono le stesse cose come un disco rotto, senza conoscere neppure le normative vigenti.
Ci aspettiamo altre uscite in questi 70 giorni che ci separano dalle elezioni europee.
Già ci troviamo in grande imbarazzo nello scoprire che il governo o meglio Fratelli d’Italia e Lega hanno una visione diametralmente diversa sulla politica europea.
Gli elettori che scelgono la Lega non sceglieranno mai un secondo mandato con Von der Leyen e con i socialisti”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini intervenendo alla convention del partito Identità e democrazia “Winds of Change” a Roma.
Mentre la Meloni parrebbe molto vicina allo Von der Leyen.
Uno che sta portando quel poco che resta della Lega verso l’estrema destra, l’altra che sta occupando le posizioni centriste che secondo me la rendono ancora più forte rispetto alle elezioni politiche scorse, nonostante le esternazioni dei suoi collaboratori siano da dimenticare.
Parrebbe che dopo anni di sonno profondo, il nord si stia risvegliando, non c’è giorno infatti che qualcuno non abbandoni Salvini.
Lo dico con chiarezza, purtroppo dovevano svegliarsi prima quando si era in tempo per salvare il salvabile, in quanto l’azione distruttrice del cosiddetto “capitano” ha reso praticamente una missione impossibile fermare l’inesorabile destino, ovvero la fine della Lega.
In altri tempi sentire queste parole mi avrebbe fatto male, per me il leghismo non è semplicemente una linea politica, è una missione, un credo che non abbandonerò mai.
Oggi quello che è diventata la Salvini Premier (forse sarebbe il caso di togliere sto premier dal simbolo) in quanto le percentuali attuali non permettono neppure di vincere le elezioni amministrative nei comuni sotto i 15 Mila abitanti. Non c’è più nulla della Lega originaria.
Continuo a pensare in ogni caso che il Nord ha ancora un disperato bisogno di essere rappresentato, per cui sarebbe opportuno costruire una nuova Lega connessa ovviamente ai concetti storici, che vanno attualizzati.
E lasciamo che la barca Salviniana vada alla deriva.
Non servono Congressi, vincerebbe lui perché quella roba che ha costruito è di sua proprietà, non ci sono sezioni, comunali, provinciali, nazionali dove non siano presenti sue donne e uomini, yes men, ascari e truppe cammellate.
Serve un’azione forte che metta da parte l’ego personale per costruire un movimento federalista autonomista del Nord.
Serve coraggio passione e dedizione.
Questo che auguro a tutti noi, insieme agli auguri di buona Pasqua.

Roberto Paolino

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