Anche dopo il ritorno di Melgrati, ad Alassio, non sono finite le manovre politiche

Alassio in movimento

Anche dopo il ritorno di Melgrati, ad Alassio, non sono finite le manovre politiche.

Infatti il nuovo Sindaco ha dovuto prendere atto dell’incapacità operativa della sua amministrazione senza l’appoggio della Regione Liguria e il governatore Toti, a cui non è andata giù la sconfitta di Alassio,  in vista dei prossimi movimenti nel centrodestra preferisce cercare di compattare quanto più possibile l’elettorato moderato sapendo che, andando incontro a Melgrati, dovrà fare i conti con il mentore di questi, Claudio Scajola, che da Imperia è tornato a ritessere la tela insieme a molti ex-democristiani.

Che qualcosa si stia muovendo, anche in conseguenza della richiesta di condanna per il presunto scorretto utilizzo dei fondi regionali, è un dato di fatto, tanto più evidente considerato il movimentismo della Lega che dialoga con Toti per fare un partito unico, ma contemporaneamente svolge una incessante opera di aggregazione, arrivando persino a trattare l’ingresso in giunta di Simone Rossi nella città del muretto.

La Giunta Melgrati infatti, al di là del Sindaco, è strutturalmente debole e nell’ipotesi di una condanna, con conseguente applicazione delle Legge Severino, resterebbe nelle mani del Vice-Sindaco Galtieri, non da tutti riconosciuto come leader della coalizione che ha vinto e ciò renderebbe difficile amministrare la città.

Tagliati fuori dai giochi sembrano l’ex Sindaco Canepa, incapace di connotare la propria opposizione (avendo anche perso in campagna elettorale Simone Rossi passato alla Lega) e rimanendo di fatto unico rappresentante della vecchia maggioranza, e il consigliere Regionale Angelo Vaccarezza che non può che assistere passivamente alle mosse del suo antagonista di sempre, oggi, convergente verso il suo Presidente.

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