A Quiliano impazza il totogiunta, ma con la giurisprudenza Sparso

A Quiliano stiamo assistendo a una delle campagne elettorali più accese della storia del paese, con due schieramenti in forte competizione tra loro, divisi su tutto, ma uniti su un particolare aspetto: la cosiddetta “giurisprudenza Sparso”.

Valtero Sparso si candidò a sindaco di Quiliano nel 2009, perdendo di malo modo da Alberto Ferrando; dai banchi dell’opposizione si rese protagonista di una tra le più significative battaglie del suo mandato, scagliandosi pesantemente contro la nomina di Giovanni Patrone ad assessore esterno, considerando totalmente inopportuno ricorrere a nomine esterne in un piccolo comune sotto i 15.000 abitanti. Per dare fiato alla sua lotta politica fece anche riempire il paese di manifesti.

Da quel momento in poi, grazie alla sua efficace azione, si consolidò nel comune la cosiddetta “giurisprudenza Sparso”, una regola non scritta, ma consolidata, con le amministrazioni successive che non ricorsero più a nomine esterne, ma solo ad assessori scelti fra la rosa degli otto consiglieri eletti della lista vincente.

Cosi sarà anche per la prossima amministrazione e le voci che vorrebbero Sparso futuro assessore all’urbanistica e/o ai lavori pubblici sono destituite di ogni fondamento ed opera solo delle classiche malelingue di paese.

Detto ciò, gli equilibri all’interno di ciascun schieramento sono molto diversi fra loro.

In casa Fersini è possibile una riconferma del triumvirato di assessori uscenti (Giusto-Giuria-Rognoni), in modo da guidare passo per passo l’azione di un sindaco alle prime armi, totalmente privo di precedenti esperienze politico amministrative. A loro potrebbe affiancarsi Christian Petrocca, infermiere professionale e punta di diamante della Croce rossa, in impetuosa ascesa nelle gerarchie di partito. Non è però neppure da escludersi un assessorato alla dottoressa Raffaella Orlando, alla ricerca di riscatto, dopo un’esperienza nella giunta Caviglia a Vado Ligure più a ombre che luci (vedi articolo “Si scrive Orlando, si legge Caviglia“).

In casa “Progetto Comune” la sicurezza non da poco è invece quella di avere una persona espertissima come Isetta, che il sindaco lo sa fare eccome, muovendosi nei gangli della macchina politico amministrativa con l’agilità di uno scoiattolo. Per ora l’unica certezza è data dal numero di assessori,  quattro, con due uomini e due donne scelti fra gli otto consiglieri eletti. Sarà poi il quadro definitivo dei voti di preferenza a sciogliere gli ultimi dubbi sulla composizione della squadra di governo.

Una curiosità è senza dubbio la presenza nella compagine di Isetta di Silvio Pirotto, che nel 2009 si candidò in consiglio comunale a sostegno di Alberto Ferrando; Pirotto, una volta eletto, vide svanire le sbandierate promesse di assessorato come neve al sole, e, qualche settimana dopo, lasciò i banchi del consiglio comunale, dimettendosi.

A Pirotto di un eventuale assessorato non interessa più di tanto e questa volta la sua preziosissima esperienza nel consiglio comunale quilianese, magari come capogruppo, terminerà a scadenza naturale, nel giugno 2024

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