Funivie, Piaggio, Bombardier e non solo

Mentre le forze politiche nostrane discutono sui nomi degli aiuti finanziari che l’Unione Europea dovrebbe mettere in campo per poter cercare di dare una risposta alla crisi sanitaria, che giorno dopo giorno per alcuni paesi dell’unione, sta declinando sempre di più verso una crisi economica di proporzioni inedite, i lavori parlamentari per l’approvazione del cosiddetto Decreto Cura Italia non sembrerebbero procedere nel modo più spedito.

Evidentemente dopo il primo passaggio in aula al Senato, durante l’iter di avanzamento alla Camera vi sono state delle modifiche al testo, per cui risulta necessaria una terza lettura al Senato.

Ricordiamo che il Decreto Cura Italia, oltre alle misure di sostegno al reddito per lavoratori e famiglie, potrebbe avere dei riflessi anche sull’economia savonese visto che i parlamentari del territorio avevano proposto un emendamento per ottenere i fondi per il ripristino degli impianti delle Funivie, fermi dallo scorso ottobre e pesantemente danneggiati dagli eventi alluvionali di fine novembre 2019.

Ci domandiamo se l’emendamento per il finanziamento del ripristino degli impianti per il trasporto del carbone delle Funivie sia riuscito a superare il vaglio delle varie commissioni parlamentari e del Governo, nell’avanzare della faticosa procedura di approvazione parlamentare del Decreto Cura Italia.

Inoltre, il fermo degli impianti delle Funivie è già oggetto di un disegno di legge di iniziativa parlamentare che pare essersi insabbiato, pur essendo stato sottoscritto da tutte le principali forze politiche parlamentari che rappresentano il territorio.

Non bisogna dimenticare che la filiera del carbone presenta altre problematiche oltre al fermo degli impianti delle Funivie, visto il recente incidente avvenuto negli impianti di trasformazione della materia prima della Italiana Coke di Cairo Montenotte. (Il Secolo XIX 17 Aprile 2020)

Piaggio P180

Oltre al carbone altre questioni interessano il tentativo di rilancio dell’economia della Provincia di Savona, area di crisi complessa. Se la Piaggio Aerospace di Villanova d’Albenga dopo l’acquisizione di alcune commesse pubbliche sembra avere una momentanea ripresa, con un parziale rientro di alcuni lavoratori dalla cassa integrazione, bisogna segnalare che il Secolo XIX del 15 aprile, riporta che due lavoratori dell’azienda aeronautica sarebbero stati colpiti dal coronavirus. Secondo l’articolo l’azienda avrebbe avviato tutte le procedure per prevenire ulteriori contagi.

Nella migliore tradizione sindacale savonese dello scarica barile, il segretario provinciale della Fiom CGIL di Savona, Andrea Mandraccia, demanda la responsabilità di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori ad altri. «Ci rendiamo conto delle necessità aziendali, ma considerando che stiamo parlando della produzione dei P180 per la difesa, dovrebbe essere lo stesso cliente a mettere la salute al primo posto, davanti a considerazioni di carattere industriale ed economico. A questo punto necessaria un’applicazione scrupolosissima e meticolosissima dei protocolli di sicurezza» è quanto affermato dal segretario Fiom CGIL di Savona.

Ricordiamo a Mandraccia ed agli altri suoi colleghi che le scorse settimane, per ottenere un’applicazione scrupolosa e meticolosa dei protocolli di sicurezza, senza demandare ad altri la tutela della propria sicurezza e salute, i lavoratori della Fincantieri di Riva Trigoso (LEGGI), dello stabilimento ArcelorMittal di Genova Cornigliano (LEGGI), della Ducati di Bologna (LEGGI), della Hitachi Rail sono scesi in sciopero, ottenendo l’implementazione di alcune misure di sicurezza.

Bombardier – Hitachi Frecciarossa 1000

Nelle prossime settimane anche altre aziende savonesi probabilmente riprenderanno, almeno parzialmente, la propria attività come ad esempio la Bombardier Transportation di Vado Ligure, attiva nel settore delle costruzioni ferroviarie, che dopo una crisi perdurante dal 2016, ha acquisito, nel corso del 2019, diverse commesse nell’ambito del piano industriale del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane, come più volte abbiamo riportato nei nostri articoli.

Saranno in grado i sindacati savonesi, nell’interesse dei lavoratori che dovrebbero rappresentare, di indicare delle proposte che siano in grado di tutelare reddito, salute e sicurezza dei lavoratori senza demandare ad altri le proprie responsabilità?

Articoli correlati

Funivie – Il velleitarismo di politica e sindacati savonesi

Funivie – Pochi risultati dallo “smart striking”

Funivie – Guerra tra poveri?

 

 

Lascia un commento