Savona 2027, Di Tullio torna in campo: il Pd mette un cane da guardia accanto a Russo

Livio Di Tullio

Dopo le indiscrezioni di ieri su una possibile candidatura a sindaco di Angelo Vaccarezza, da ambienti politici savonesi arriva una notizia che, questa volta, non viene presentata come una voce: Livio Di Tullio dovrebbe tornare in campo nella lista a sostegno di Marco Russo.

Un ritorno che ha il sapore della politica di una volta, quella da cui è difficile staccarsi davvero. Il giro della giostra, per molti, conserva un richiamo irresistibile: si può scendere, osservare per un po’ e persino dedicarsi ad altro, ma quando arriva la telefonata giusta la tentazione di risalire è forte.

Dopo l’esperienza in Federconsumatori, Di Tullio sarebbe stato convinto a candidarsi da un contatto con Andrea Orlando. Non una candidatura qualunque e non un semplice nome di lista: il suo ingresso avrebbe soprattutto un significato politico molto chiaro.

Perché Di Tullio non è mai stato un sostenitore silenzioso di Russo. In più occasioni ha mantenuto posizioni critiche, ha espresso dubbi e non ha risparmiato osservazioni su metodi, scelte e risultati dell’amministrazione. Ed è proprio questa caratteristica a rendere la sua candidatura interessante: il Pd, che sembra non avere oggi un’alternativa credibile a Russo, si prepara a sostenerlo ma senza lasciarlo completamente libero di muoversi.

In altre parole, insieme alla riconferma del sindaco potrebbe arrivare anche un controllore interno. Un cane da guardia politico, con esperienza, rapporti, autonomia di giudizio e memoria lunga. Una figura chiamata a stare nella maggioranza, ma pronta a ricordare che la fedeltà al partito non coincide necessariamente con l’obbedienza cieca al sindaco.

È un segnale eloquente. Se Russo fosse considerato davvero il punto fermo indiscusso del centrosinistra savonese, forse non ci sarebbe bisogno di affiancargli una vecchia gloria critica e ingombrante. Invece il Pd pare scegliere la soluzione più prudente: avanti con Russo, purché qualcuno tenga d’occhio Russo.

Naturalmente tutto dipenderà dalle urne del 2027. Prima bisognerà vedere se il sindaco uscente riuscirà a vincere; poi si capirà se Di Tullio sarà un semplice candidato di prestigio o se diventerà davvero il contrappeso politico della prossima Giunta.

Ma una cosa sembra già evidente: la campagna elettorale è cominciata e, nel centrosinistra, la fiducia piena non pare essere tra i punti programmatici.

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