Piazza Sisto torna ad essere teatro di protesta. Questa volta al centro della manifestazione c’è il sistema di raccolta differenziata porta a porta introdotto da Seas, che da mesi divide la città tra sostenitori e critici.
A scendere in piazza è stato il movimento “Savona Intelligente”, guidato da Alice Greta Marino, che ha rilanciato una serie di criticità già sollevate nei mesi scorsi, tra cui un esposto presentato al difensore civico regionale Francesco Cozzi. Dopo un sopralluogo alcune situazioni sarebbero state corrette, ma secondo i promotori della protesta gli interventi restano episodici e non strutturali.
Sono state raccolte oltre un centinaio di firme e tantissimi contatti insieme a molte testimonianze: un via vai continuo di cittadini.
Il nodo dei sacchetti viola
Il punto più delicato riguarda i cosiddetti “sacchetti viola”, destinati a rifiuti particolari come pannolini, medicinali e materiali sanitari. Secondo i manifestanti, l’assenza di contenitori dedicati solleva due ordini di problemi: igienico-sanitari e di tutela della privacy.
La possibilità che il contenuto sia visibile o che liquidi possano fuoriuscire viene ritenuta inaccettabile, soprattutto quando si tratta di materiali sensibili. A ciò si aggiunge il rischio per gli operatori ecologici in caso di presenza di aghi o oggetti potenzialmente pericolosi.
Altro elemento contestato: il conferimento consentito solo una volta alla settimana, che crea difficoltà soprattutto per famiglie con neonati, persone fragili o anziani che faticano a rispettare orari e modalità imposte dal sistema.
Periferie contro centro
Dal presidio è emersa anche una critica più ampia: la disparità tra zone della città. In centro, dove sono attivi i cassonetti con tessera, il conferimento è più flessibile; in molte aree periferiche, invece, il sistema porta a porta impone orari rigidi, esposizione dei mastelli su suolo pubblico e gestione domestica dei rifiuti più complessa.
Tra i presenti anche esponenti della minoranza consiliare, che hanno puntato il dito contro la gestione complessiva del servizio. L’accusa è quella di un’organizzazione che non avrebbe mezzi e personale adeguati rispetto agli obiettivi dichiarati, a fronte di una Tari tra le più alte del Nord Italia.
La richiesta: più flessibilità e tracciabilità
Tra le proposte avanzate c’è l’introduzione di isole ecologiche accessibili tramite tessera sanitaria, senza limiti rigidi di orario, con sistemi di tracciabilità del conferimento. Non tanto per ottenere sconti in bolletta, quanto per garantire equità, efficienza e decoro urbano.
Il tema, dunque, non è soltanto tecnico. È politico. Riguarda il modello di città che si vuole costruire: una gestione uniforme o differenziata per quartieri? Un sistema educativo “a forza di disagi” o un’organizzazione che tenga conto delle fragilità?
La protesta in piazza Sisto non chiude la partita. Anzi, riapre una questione che a Savona continua a essere centrale: quanto deve pesare l’innovazione ambientale se non è accompagnata da organizzazione e consenso sociale?






