Sulla piattaforma una voce fuori dal coro: Elisa Spingardi (Memoria e Futuro)

Il Sindaco di Vado Ligure ha affermato: “L’opera (ndr la piattaforma) avrà una ricaduta positiva non solo sull’economia ma anche e soprattutto sui cittadini vadesi” (Il Letimbro – numero 12, del mese di dicembre 2019).

Ma qual è la ricaduta positiva della piattaforma Maersk sull’economia e, soprattutto, sui cittadini vadesi?

Difficile credere che la piattaforma apporti beneficio alle nostre piccole imprese, ai nostri negozianti, oppure ai ristoranti, ai bar della zona o ancora che favorisca il turismo, per esempio quello estivo, degli amanti del Mar Ligure (ricaduta positiva sull’economia).

Di sicuro la piattaforma non apporterà benefici a livello ambientale, salutistico e di sicurezza e non favorirà, in generale, ad un adeguato standard di vita per le persone (ricaduta positiva sui cittadini vadesi).

Nessun report è mai stato pubblicato in merito a presunte assunzioni di cittadini vadesi in conseguenza dell’entrata in funzione della Maersk.

Panem et circenses, di nuovo?

Ma oggi, dopo l’inaugurazione della piattaforma e un primo assaggio dell’attività, forse la gente inizierà a vedere.

A fronte delle non meglio precisate “ricadute positive” della piattaforma, quelle più evidenti e immediate sono di sicuro le “ricadute negative” per i cittadini che a Vado Ligure vivono e lavorano.

Basti pensare a tutti i mezzi pesanti che a breve circoleranno in città (è stato stimato che per ogni nave che attraccherà, ci sarà un via vai di 500 camion al giorno per le vie vadesi), all’inquinamento acustico e ambientale e al fatto che al pari di ogni porto, anche la piattaforma Maersk creerà, senza dubbio, ulteriore terreno fertile per la criminalità organizzata, al mutamento dell’ecosistema marino e delle correnti, al ristagno delle acque e i conseguenti rischi per la stabilità del litorale con lenta progressiva e inesorabile erosione delle nostre spiagge (i primi assaggi li abbiamo già avuti).

Ormai è dato noto che attualmente manchino le infrastrutture minime necessarie a rendere fruibile la piattaforma.

Infatti, proprio sul finire dello scorso mese di novembre, con una rincorsa pre-inaugurazione, è stato approvato il nuovo cronoprogramma contenete il piano degli interventi sulla viabilità retroportuale.

Se non ci saranno ulteriori ritardi, Vado Ligure per il 2023 (!) potrà contare su una strada di collegamento tra il casello autostradale di Savona e la piattaforma e una rimodulata viabilità di Via Trieste.

Tra l’altro anche i collegamenti su rotaia sono inadeguati, per non parlare di quelli verso l’entroterra che, alla luce anche degli ultimi eventi che hanno comportato il crollo del viadotto sull’A6, sono oggi sensibilmente compromessi.

Ma cosa succederà nel frattempo, a Vado Ligure, tra migliaia di camion, containers e navi avvenieristiche?

Chi vivrà vedrà.

ELISA SPINGARDI Consigliere nel Comune di Vado Ligure

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