La Sanità Pubblica ogni giorno è rimaneggiata.  

Sia in sede nazionale che regionale e provinciale, ogni giorno subisce sconvolgimenti. In sede nazionale, essendo ormai scaduta da innumerevoli anni, la convenzione per la medicina generale, si sta meditando di fare diventare dipendenti i medici di famiglia ( dici di medicina generale). Così facendo il rapporto di fiducia medico-paziente andrebbe a cessare, ed il medico diventerebbe un impiegato pubblico, molto asettico nei riguardi dei pazienti. Ultimamente si sta pensando di mandare i medici di famiglia nel campo d ‘azione delle cooperative, facendoli diventare degli esecutori di ordini di personaggi che non hanno competenze specifiche sanitarie ma solo imprenditoriali. In sede regionale, si stanno meditando soluzioni che dapprima prevedevano l‘utilizzo dei medici di medicina generale negli ospedali di comunità, snaturandoli del loro ruolo di visitare i pazienti a domicilio. Si è visto il caos organizzativo creato nelle terapie domiciliari del Covid 19. Ora pare che oggi si sia parlato di ricreare le AFT (aggregazioni funzionali territoriali: gruppi di medici del territorio associati) e costituire le UCCP (ovvero una sorta di case della salute dove gli specialisti dovrebbero collaborare con i medici di famiglia: per poter assistere i pazienti per problemi più complessi che necessitano del medico specialista. Tutto ciò era già previsto da una legge approvata anni or fa, ma mai messa in pratica. Il sottoscritto con l’esperienza cinquantennale nel campo sanitario che ha sulle spalle, vede un momento di confusione che non so se si riuscirà a superare con facilità. Io ritengo che comunque i punti di primo Soccorso sono essenziali per assistere i cittadini con problemi emergenziali. I Medici devono essere messi in condizione di poter fare i Medici e non i burocrati complicando la professione in modo esagerato!

Medice cura te ipsum ma politici non fate i medici!

Renato Giusto  medico  e Consigliere comunale di Savona

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