Il fim della settimana: Il corriere -The mule

Il corriere -The mule, di Clint Eastwood,  produttori Dan Friedkin, Bradley Thomas, Tim Moore, film con Clint Eastwood, Bradley Cooper, Michael Pena, Dianne Wiest, Andy Garcia, anno 2018, durata 116 minuti, genere drammatico.

Il film è basato sulla storia vera di Leo Sharp un veterano della seconda guerra mondiale che negli anni ’80 divenne uno spacciatore di droga e corriere per il cartello di Sinaloa, nel film Leo Sharp è interpretato dallo stesso Clint Eastwood ma solo per quanto riguarda la parte del “corriere” mentre per lo spaccio no.

Illinois, Mid west (Cuore d’America). Earl Stone è un ottant’enne, geniale floricultore,  coltivatore e massimo esperto di un fiore fugace che vive solo un giorno e che rappresenta un po’ la metafora del suo stesso pensiero filosofico più esistenziale che fa della transitorietà della vita non una parabola del tempo ma il pretesto per vivere con geniale passionalità ogni sua giornata.

Earl per quella coltivazione del fiore rinuncerà a molte sue responsabilità, rispetto ai bisogni della famiglia, e al vivere sociale più contornato dall’affettività.

Rimasto solo in un epoca molto difficile, Earl, ostile a internet, assiste impotente alla deindustrializzazione del Midwest che fa crollare il commercio, con conseguente fallimento anche della sua azienda floreale.

Venduta  la casa, gli rimane solo il pick-up, un autocarro leggero marca Ford, vendutissimo in quegli anni, anche da diverse marche  automobilistiche. L’acquisto di quel  pick-up sarà fortunato, il suo funzionamento risulterà per lungo tempo ottimale, consentendogli di raggiungere 41 stati degli Stati Uniti su 50, senza mai prendere una contravvenzione, cosa di cui va molto fiero in giro.

La sua fortunata età e la straordinaria attitudine alla guida non passano inosservati, esse attirano l’attenzione  di una persona, una delle tante con cui Earl ama confidarsi.  Gli viene proposto ben pagato, previo contatto di Earl con un nome stampato su un biglietto da visita, un lavoro di guida per trasporto merci.  Si tratta di un trasporto prezioso, dal contenuto segreto, che comporta un viaggio frequente tra il Texas e Chicago.

Earl accetta, anche se, viste le persone autoritarie con cui ha avuto uno stringato dialogo di lavoro, non pare molto convinto della decisione. I soldi della paga saranno tanti, ma Earl rimane stupito di tutto ciò e pensa quindi con sospetto cosa può esserci dietro. In seguito scoprirà che sta lavorando per un grosso cartello della droga, al che Earl decide di smettere, ma l’idea di poter risolvere con i soldi tanti problemi, compresi quelli con la famiglia (con cui è in rotta di collisione), gli arrovella continuamente il cervello, tanto da indurlo a proseguire nell’impresa illegale: accettando i rischi a cui sa sarebbe andato incontro.

Earl  in cuor suo spera di farla franca, sa di avere un asso nella manica. La carta da gioco a suo favore è rappresentata dal fatto che la DEA, l’organizzazione della polizia specializzata nell’antidroga, può essere per lungo tempo ingannata sullo scopo dei suoi viaggi, grazie alla insospettabilità che suscita un guidatore così vecchio, quale è lui, impegnato in un percorso non certo breve e dove se occorre bisogna difendere il compromettente carico da attacchi di bande rivali, usando magari con prontezza e velocità le armi o  scontrandosi fisicamente.

Film riuscito, coinvolgente e vero, che tocca il cuore degli spettatori senza ipocrisie, senza offrire in cambio del biglietto finali consolatori, ma presentando un personaggio protagonista in tutte le sue sfaccettature umane che vanno dal razzismo verbale, alla vanità, dall’irresponsabilità sociale e familiare al godimento più fuggente e rubato ignorando cinicamente il desiderio dell’altro che incontra nelle situazioni più critiche. Codice etico Hays rispettato, così pure lo sfondo pedagogico dei film di Eastwood: Earl infatti riconosciute le sue colpe finirà in prigione.

Biagio Giordano

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