Ata chiede 1,8 milioni al Comune per la chiusura della discarica. Silenzio della maggioranza, parla invece l’opposizione   

La discarica di Cima Montà

Ata diffida il comune a pagare gli oneri di chiusura della discarica di Cima Montà, che vanno dagli anni 2009 al 2018, il rimborso richiesto è di 1, 8 milioni.

Dal 2018, anno del concordato, il Comune aveva stabilito di accollarsi le spese per  la gestione della chiusura  della discarica, pari a 6 milioni di euro, spalmandoli sulla Tari per 30 anni. I quasi 2 milioni richiesti oggi sono relativi al periodo che va dall’anno della chiusura della discarica fino al 2018 che dovevano essere coperti dal Comune ed invece furono pagati dall’azienda.

Per ora nessuna reazione dalla Giunta Russo, tace l’attuale vicesindaco Elisa Di Padova e  gli attuali consiglieri che facevano parte della Giunta Berruti.

Dura la reazione l’opposizione.

Per Meles del M5s…. si tratta dell’ennesimo regalo della Giunta Berruti, interesseremo la Corte dei Conti.

L’ex vice sindaco Arecco, ora all’opposizione, che da anni porta avanti la battaglia conto la cattiva gestione di Ata durante le giunte Berruti ha  dichiarato …. Purtroppo, di eredità ricevute dal passato ce ne sono state tante!  Un’azione di responsabilità in merito ad Ata è già stata avviata da parte della giunta Caprioglio. Sarà interessante capire (al momento opportuno, nel caso di eventuali rinvii a giudizio da parte della magistratura di coloro verso i quali fossero state ravvisate responsabilità penali e, o, civili) quale sarà l’atteggiamento della Giunta Russo. Voglio Immaginare che il Sindaco, in tale evenienza, deciderebbe di fare costituire il Comune di Savona parte civile nell’eventuale processo. Io, personalmente, dai banchi dell’opposizione, vigilerò affinché ciò avvenga, ne potete stare certi!

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