Via Alla Stra, l’abbandono istituzionale: cittadini lasciati soli tra frane, degrado e silenzi

C’è un punto oltre il quale non si può più parlare di inefficienza. Si entra nel campo dell’indifferenza. Ed è esattamente lì che sembra essersi collocata l’amministrazione di fronte alla situazione di via Alla Stra.

Qui non siamo davanti a un problema complesso, a una grande opera da progettare o a una scelta strategica difficile. Qui si parla di una strada molto stretta. Una strada che frana, si sporca, si riempie di foglie, si degrada. Una strada che dovrebbe essere mantenuta in condizioni dignitose. Il minimo sindacale per qualsiasi amministrazione che si rispetti.

E invece no.

Le segnalazioni si susseguono da tempo. Il referente Domenico Bova le inoltra con costanza, precisione, senso civico. Frane, sporcizia, incuria. Un elenco che ormai sembra un bollettino di guerra quotidiano. E la risposta? Il nulla. Un silenzio assordante, ostinato, offensivo.

Non è solo una questione di mancati interventi. È una questione di rispetto. Perché quando un cittadino chiama, scrive, segnala e dall’altra parte non riceve neppure una risposta, il messaggio è chiarissimo: “Non ci interessate”.

E allora succede l’assurdo. Succede che gli abitanti, più volte, si sono dovuti rimboccare le maniche e intervenire da soli per sostenere la strada. Una scena che dovrebbe far arrossire chiunque sieda in un ufficio pubblico: cittadini che fanno il lavoro dell’amministrazione, mentre l’amministrazione sparisce.

E qui il problema si allarga. Perché non è solo via Alla Stra. È un modo di governare. È la fotografia di una macchina amministrativa che sembra essersi abituata a non rispondere, a rimandare, a ignorare.

Pretendere la ristrutturazione del vecchio ostello? A questo punto suona quasi come una provocazione. Un sogno fuori portata. Ma chiedere che una strada venga mantenuta, che venga messa in sicurezza, che venga semplicemente curata… questo no, non è chiedere troppo. È il minimo. È la base.

Eppure nemmeno questo viene garantito.

Domenico Bova prova a fare ciò che dovrebbe fare qualsiasi cittadino responsabile: telefona all’assessore, manda email, insiste. Dall’altra parte, il vuoto. Nessuna risposta, nessun segnale, nessuna presa in carico.

Una comunità lasciata sola non è solo un fallimento amministrativo. È un fallimento politico.

Perché governare non significa solo tagliare nastri, annunciare progetti o inseguire grandi operazioni. Governare significa anche — e soprattutto — occuparsi delle cose piccole, quotidiane, concrete. Quelle che incidono davvero sulla vita delle persone.

Via Alla Stra oggi è il simbolo di tutto questo: una strada dimenticata e, insieme, cittadini dimenticati.

E quando un’amministrazione smette di ascoltare, smette anche di governare

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