Referendum del 12 giugno: ecco i cinque quesiti sulla giustizia

I Cinque i quesiti, promossi da Lega e radicali, per altrettante schede elettorali, ognuna di un colore diverso.
Si tratta di un referendum abrogativo, che punta cioè a ottenere l’abrogazione, totale o parziale, di una norma esistente: per far sì che la legge oggetto del quesito venga abrogata è necessario raggiungere il quorum, ovvero che si rechi alle urne la metà degli aventi diritto al voto più uno.

Nel dettaglio, i quesiti del referendum sono:

Referendum n. 1 (scheda rossa): abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi;
Referendum n. 2 (scheda arancione): limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale;
Referendum n. 3 (scheda gialla): separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati;
Referendum n. 4 (scheda grigia): partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte;
Referendum n. 5 (scheda verde): abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

Primo quesito: incandidabilità dei politici condannati – abolizione della legge Severino.
La scheda rossa permette di scegliere se abolire la cosiddetta legge Severino, ovvero il decreto 235 del 2012.

Chi è stato condannato, in via definitiva, a due anni di carcere per reati di allarme sociale, contro la pubblica amministrazione e non colposi, non può essere candidato.

Nel caso in cui la condanna definitiva per tali reati arrivi durante il mandato, questo decade. In caso di vittoria del sì, i condannati potranno candidarsi e/o continuare il proprio mandato. Sarà eventualmente il giudice a stabilire eventuali divieti, caso per caso.

 

Secondo quesito: limitazione delle misure cautelari
La scheda arancione vuole abrogare l’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lett. c), c.p.p..

Le misure cautelari, disposte dal giudice, possono essere motivate dal pericolo che la persona indagata possa fuggire, commettere nuovamente il reato di cui è accusata o alterare le prove a suo carico. In caso di vittoria del Sì, verrà eliminata la ripetizione del reato dalle motivazioni per disporre misure cautelari.

Restano invece valide il pericolo di fuga e l’alterazione delle prove.

 

Terzo quesito: separazione delle carriere
Il quesito sulla scheda gialla ha l’obiettivo di separare le carriere dei magistrati: nel corso della loro carriera, infatti, possono passare dalla funzione di pubblici ministeri (quindi svolgere il ruolo dell’accusa durante un processo, indagando insieme alle forze dell’ordine) a quella di giudici (ovvero poter emettere sentenze sulla base delle prove e dell’andamento del processo).

In caso di vittoria del Sì, all’inizio del suo percorso professionale il magistrato dovrà decidere se vuole dedicarsi alla funzione di pubblico ministero o di giudice, senza poter cambiare. Allo stato attuale, il magistrato può cambiare fino a un massimo di 4 volte indirizzo.

 

Quarto quesito: riforma del Consiglio superiore della magistratura
La scheda verde è dedicata all’abrogare le norme in materia di elezioni dei membri del CSM.

Un magistrato in servizio che vuole candidarsi deve, allo stato attuale, presentare almeno 25 firme (fino a un massimo di 50) di altri magistrati a sostegno della propria domanda.

In caso di vittoria del Sì, queste firme non saranno più necessarie, e sarà sufficiente la sola candidatura, svincolata dagli accordi politici che ne potrebbero derivare.

 

Quinto quesito: valutazione dei magistrati
Il quesito sulla scheda grigia è dedicato alla valutazione della professionalità e competenza dei magistrati: attualmente, tale giudizio viene espresso ogni quattro anni dagli organi del Consiglio superiore della magistratura. Le decisioni vengono prese anche sulla base di valutazioni dei Consigli giudiziari, composti da “colleghi” magistrati, escludendo la componente laica, cioè ad avvocati e professori. In caso di vittoria del Sì verrà riconosciuto ai membri “laici” di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati.

Si vota solamente domenica 12 giugno, dalle ore 7 alle ore 23. Per poter esercitare il proprio diritto, occorre portare con sé la tessera elettorale e un documento di identità valido.

QUI… le risposte del Ministero dell’Interno e i chiarimenti alle domande più frequenti degli elettori, inerenti alle elezioni amministrative del 12 giugno 2022.

Da Savonanews.it

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