Porto elettrico a Savona: la lunga cronistoria di un’opera sempre annunciata e mai davvero arrivata

A Savona il “porto elettrico” sembra essere diventato un appuntamento fisso con il futuro. Un futuro che però, puntualmente, slitta.
Da oltre dieci anni cittadini, residenti di Villetta e Valloria, ambientalisti e operatori turistici sentono ripetere la stessa promessa: presto le navi spegneranno i motori in banchina grazie al cold ironing, cioè l’alimentazione elettrica da terra. Ma tra annunci, bandi, inaugurazioni simboliche e nuove scadenze, il sistema non è ancora pienamente operativo.

Le prime promesse: “porto green” e rivoluzione ambientale

Già nei primi anni 2010 si iniziava a parlare dell’elettrificazione delle banchine come della svolta ecologica del porto savonese.
L’idea era semplice: permettere alle navi da crociera attraccate al Palacrociere di collegarsi alla rete elettrica di terra e spegnere i generatori di bordo, riducendo fumi, rumore e emissioni nel cuore della città.

Un progetto presentato come inevitabile anche perché l’Europa spingeva da anni i porti verso l’elettrificazione.

Nel 2015 durante l’amministrazione Caprioglio, l’attuale vice ministro Rixi annuncia più volte l’elettrificazione delle banchine

Nel 2021 nella famosa Agenda del Patto di Russo  c’è l’avvio di un grande progetto di rinnovamento energetico del Porto con il supporto progettuale del Campus, che riguarda anche l’elettrificazione

2022: “lavori assegnati, si parte”

Il primo vero grande annuncio arriva nel 2022.
I giornali parlano di svolta imminente: “assegnati i lavori”, “via all’elettrificazione delle banchine”. Sembrava davvero l’inizio del cantiere decisivo.

Nel dicembre 2022 viene ufficializzata l’aggiudicazione dell’appalto.
La società Nidec ASI comunica di aver ottenuto la commessa per Genova e Savona: circa 8 milioni di euro per il progetto savonese. Il sistema avrebbe dovuto consentire alle navi di alimentarsi direttamente dalla rete elettrica di terra.

L’entusiasmo era enorme: si parlava di “logistica a emissioni zero”, di porto sostenibile e di qualità dell’aria finalmente migliorata per i quartieri cittadini confinanti con il porto.

2023: i lavori “stanno partendo

Nel 2023 arriva un altro capitolo della saga.
Le comunicazioni ufficiali parlano di lavori in partenza o già avviati. Alcune fonti indicano la conclusione prevista entro il 2024.

Intanto però i residenti continuano a vedere le navi ferme in porto con i motori accesi per ore.
Il Coordinamento Villetta-Valloria continua a denunciare emissioni e odori, ricordando come il cold ironing venga promesso da anni senza risultati concreti.

2024: l’anno che doveva essere decisivo

Il 2024 avrebbe dovuto rappresentare l’anno della conclusione dell’opera, anche perché l’Unione Europea fissava scadenze precise sulla transizione energetica dei porti.

Ma anche questa volta la data scivola.
Tra problemi tecnici, iter amministrativi, gare e definizione del modello gestionale, il porto elettrico resta sostanzialmente una promessa.

2025: arriva il “PowerMove”, ma non il servizio

Nel dicembre 2025 arriva una nuova ondata di annunci.
Viene presentato il sistema “AMP Mobile PowerMove”, una gigantesca struttura mobile destinata a gestire i cavi di alimentazione delle navi da crociera. L’evento viene raccontato come un “balzo in avanti” per l’elettrificazione del terminal crociere savonese.

In quei giorni l’Autorità Portuale annuncia una nuova scadenza:
entro marzo 2026 il sistema sarà completato e operativo.

2026: ancora un altro rinvio

E invece si arriva al 2026 senza il servizio realmente attivo.
A marzo il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, parla di un nuovo obiettivo: “entro fine anno”.

Il problema, secondo quanto emerso, non riguarda solo le infrastrutture ma anche la gestione del servizio: serve infatti individuare il soggetto che dovrà fornire l’energia alle navi tramite gara pubblica.

Tradotto in linguaggio savonese:
siamo ancora alla fase delle procedure.

Il risultato reale: dieci anni di annunci

La cronistoria racconta un dato evidente:
il cold ironing a Savona è stato annunciato più volte come imminente, ma ogni volta la scadenza è stata rinviata.

  • Prima “entro il 2024”
  • poi “entro marzo 2026”
  • adesso “entro fine 2026”

Nel frattempo:

  • le navi continuano spesso a tenere accesi i motori in porto;
  • i residenti continuano a convivere con emissioni e rumori;
  • la politica continua a presentare il progetto come se fosse sempre sul punto di partire.

Una specie di “Godot energetico” del porto savonese: annunciato, celebrato, finanziato, mostrato in rendering e conferenze stampa… ma mai davvero arrivato.

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