Pensiero domenicale: Dì qualcosa di sinistra

Enrico Letta era stato richiamato in servizio attivo da Parigi dove era volontariamente esiliato quando Renzi gli tolse con un “stai sereno” la presidenza del Consiglio (ovviamente ottenuta come in tutti gli ultimi 10 anni tramite giochi di palazzo e non con l’indicazione del popolo con le elezioni). Dopo la cocente sconfitta alle ultime elezioni, costruita tra l’altro con una campagna elettorale assurda al limite del masochismo, Letta si dimette da segretario del PD. L’ennesimo che abbandona dopo la sconfitta.
Per mettere in moto un congresso l’enorme macchina del PD  con tutta la burocrazia del partito ha bisogno di mesi.
Nel frattempo si pensa di accelerare i tempi fissando le primarie a febbraio…..no comment….
Ecco che spuntano candidati e volenterosi come funghi.
Pensano davvero di risolvere tutto come fanno le squadre di calcio cambiando l’allenatore senza prima rivedere un progetto che è da almeno 16 anni perdente e formalmente avulso dalla vita sociale del Paese?
Il PD è frutto della fusione a freddo tra la Margherita e i DS.
Ovvero ex DC ed ex Pci.
Per cui hanno dovuto realizzare una continua mediazione tra idee che sono sempre state contrastanti.
Bonacini ha lanciato la sua candidatura alla segreteria del PD esprimendo nelle tante interviste un idea che, lo informiamo, è già fallita: il campo largo.
Ma si può continuare a costruire coalizioni variegate, solo con il progetto
Politico di battere le destre?
Il PD se vuole tornare a essere protagonista a mio avviso, deve chiedersi cosa e chi intende rappresentare….
Questo Paese ha la necessità davvero di avere una sinistra che si occupi di chi fatica di chi è povero insomma dei cittadini normali che sono parte dell’ex ceto medio.
Insomma a mio modesto avviso il PD già dall’atto fondativo non è stato in grado, magari in modo rinnovato di rappresentare il popolo; un ex del PD al riguardo ha fatto una sagace battuta “la classe dirigente del PD per andare nelle periferie deve usare il navigatore”
Nel bene e nel male i grandi partiti del 900 erano popolari e popolani rappresentavano un ideale chiaro. Oggi va di moda il partito del segretario, idee poche classe dirigente tra i suoi fedeli, nessuna discussione all’Interno.
Devo dirlo, le tante interviste del candidato Bonacini spiegano con chiarezza che intende proporre l’ennesimo partito padronale senza idee ne discussione insomma, un vero e proprio comitato elettorale permanente.
La vera scommessa che in tanti definiscono una traversata nel deserto è ricostruire un partito di massa con il popolo e per il popolo guardando verso la società civile con idee nuove ma con principi antichi.
Insomma un PD con la mente proiettata verso il futuro e il cuore nel 900 quando i loro nonni rappresentavano il riscatto dei proletari e della classe operaia, contadina, degli artigiani, un partito che senta e faccia propri i problemi del territorio magari dialogando con i veri movimenti autonomisti che sono civici per cui ne di destra né di sinistra insomma un costruttivo confronto di idee per insieme ridisegnare un Paese nuovo, solidale, autonomista sul serio, dando potere ai territori ergo ai cittadini, perché è solo conoscendo a fondo il territorio che si può riconoscere davvero i problemi.
Insomma un partito votato come si diceva una volta da chi aveva i calli nelle mani e si guadagnava giorno per giorno il pane per la famiglia facendo sacrifici.

 Roberto Paolino

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