Giovedì ho acceso la televisione e ho visto scene di giubilo e festeggiamenti da una parte consistente dell’emiciclo quella occupata dalla maggioranza di governo.
Ho pensato avranno votato una legge che abolisce le lista d’attesa in sanità, o meglio ancora hanno tolto le accise sui carburanti,facendo scendere notevolmente il costo al litro della benzina e del gasolio.
Nulla di tutto ciò è passata la legge elettorale .
Ecco perché festeggiano convintamente le poltrone ministeriali sono state messe al sicuro.
Una legge entrando nel merito davvero pessima,senza ombra di dubbio la peggiore della storia repubblicana.
Dicono abbiamo ripristinato le preferenze.
In parte falso in quanto voteremo al massimo con le preferenza il 20% dei parlamentari.
Tra le cose peggiori presenti in questa legge è l’abnorme numero di firme che bisogna raccogliere per potersi presentare alle elezioni politiche.
Prima ne serviva 1500 a collegio oggi con la nuova legge ne servono 6000 a collegio.
Per cui per presentare liste in tutti collegi ci vogliono oltre 400 Mila firme.
La Meloni si ergeva a difesa della centralità del Parlamento e della democrazia parlamentare, criticando aspramente il ricorso massiccio alla fiducia e l’approvazione rapida delle leggi di bilancio da parte dei governi precedenti (come l’esecutivo Conte), accusandoli di limitare il dibattito delle opposizioni.
Il 7 ottobre l’aula della Camera dei deputati ha approvato la terza questione di fiducia posta sulla riforma della legge elettorale promossa dal centrodestra e ribattezzata con il nome di Stabilicum. La fiducia, che riguardava le modifiche introdotte al Senato sulla conformazione del collegio elettorale di Bolzano, è stata approvata a voto palese con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. Nella giornata di ieri, la Camera ha approvato altre due questioni di fiducia sulla legge elettorale, rispettivamente sull’introduzione delle preferenze e sulla modifica delle firme necessarie per candidarsi alle elezioni.
E proprio vero quando sono all’opposizione predicano bene e quando governano razzolano male.
Queste contraddizioni allontano sempre più i cittadini dalla politica,ma diciamolo a loro non interessa che ogni volta aumentano coloro che non vanno a votare l’importante è vincere e continuare a tenere le terga sulle poltrone, e chi se ne frega se il Paese è allo stremo delle forze
dati economici ufficiali più recenti dell’Istat (pubblicati a inizio ottobre 2026) evidenziano una pressione fiscale in aumento al 43,5% del PIL nel secondo trimestre del 2026, segnando un incremento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Indicatore Economico Valore Corrente Trend / Variazione
- Pressione Fiscale 43,5% del PIL In aumento (+0,5% rispetto al II trim. 2025)
- Potere d’Acquisto In calo -0,9% (i prezzi al consumo crescono più dei redditi nominali)
- Consumi delle Famiglie In aumento +1,7% (spinti dall’aumento dei prezzi e dalle necessità correnti)
- Propensione al Risparmio 6,7% In forte calo (-1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente)
- Crescita PIL +0,2% +1% su base annua
- Deficit (Indebitamento Netto) 2,0% In miglioramento rispetto al PIL
Questa è la dura realtà amiche e amici.
Chiudo con una nota di politica locale
Il ponte sul torrente Quiliano tra Zinola e Vado Ligure chiuderà dal prossimo lunedì 12 ottobre fino alla fine di novembre del 2027.
A disporre lo stop alla viabilità Anas che effettuerà gli interventi di demolizione e ricostruzione che metteranno però in difficoltà la viabilità.
Ovvi disagi per i pendolari e un danno economico notevole per chi ha in quella zona attività commerciali.
Alla politica locale interessa qualcosa in merito ai disagi che subiscono residenti e cittadini per oltre un anno?
Assolutamente no perché finché ci sono sagre, processioni e tagliare nastri va tutto bene.






