Milena Debenedetti: “su villa Zanelli a me piace dirla tutta”

A me piace dirla tutta. E a dirla tutta, se adesso il centrodestra, more solito, non sa fare altro che spendere soldi pubblici per regalare al privato un bene prezioso (conclusione sciagurata ma che almeno preserva il bene stesso nel concreto), questo esito è stato preparato accuratamente dalle forze politiche che ora si lamentano, e che volevano fare ben di peggio.
Inizialmente questo bene, per lascito, era stato destinato alla cura dei ragazzi disabili. Quindi, scopo pubblico e nobile. A un certo punto da parte della regione (amministrata a quel tempo dal centrosinistra) non sapendo più che farsene di una struttura costosa da mantenere, si era deciso di cartolarizzarla e destinare i soldi della vendita, a privati, e ribadisco a privati, a tamponare i buchi della sanità.
Prima ancora, fra gli amministratori savonesi (anche qui, centrosinistra) c’era chi fomentava scientificamente il degrado e l’abbandono nella speranza di “togliersi il fastidio” del bene vincolato e proseguire indisturbati con la lucrosa cementificazione del lungomare. Una parte del bellissimo parco e della storica cancellata è stata distrutta per costruire la nuova caserma dei vigili del fuoco.
Al momento dell’assenso alla messa in vendita si sono viste in Consiglio Comunale proposte imbarazzanti, da brivido: consentire aumenti di volume e box interrati a distruggere il parco, altrimenti il bene, secondo loro, non sarebbe risultato appetibile. Per fortuna la proposta non è passata, ma questo è testimonianza della generale miopia amministrativa e bipartisan che ci governa.
Poi è subentrata di nuovo la regione, per lo meno scongiurando il peggio. Ora, si può dire quel che si vuole della ridicolaggine del museo, della dubbia apertura al pubblico, dello sperpero di soldi pubblici a vantaggio privato, e certo chi esalta il risultato non ha capito proprio niente dell’iter sciagurato. Ma al tempo stesso, non è che dall’altra parte abbiano molti motivi di strillare allo scandalo…leggi
Capisco le opportunità politiche che spingano alcuni ad andare un po’ di qua e un po’ di là secondo convenienza (a volte, per certuni, persino in chiave tafazziana: non si può essere contro il rigassificatore e le politiche di Toti ed esaltare al tempo stesso i risultati di villa Zanelli, tremendo autogol), però al tempo stesso altri dovrebbero solo tacere  perché, come si dice a Roma, il più pulito c’ha la rogna, ed esiste ben poco da salvare, ben poco di decente e lungimirante, nella politica pregressa.
Per questo ormai, sentendomi scomoda a tutti, me ne sono ritirata.
Milena Debenedetti ex consigliera del M5S
Condividi

Lascia un commento