Melgrati, grana rimpasto e incubo rimborsopoli

Galtieri e Melgrati         Vaccarezza, Galtieri e Lucia Leone

Marco Melgrati torna sulla tolda di comando ad Alassio il primo dicembre dopo la sospensione legata alla Legge Severino. L’ architetto forzista, in queste ore, gongola per le vicissitudini della fedelissima di Vaccarezza, Lucia Leone, possibile sua avversaria alle prossime comunali, ma forse farebbe meglio a occuparsi delle tante beghe che lo riguardano.

Prima grana, l’imminente rimpasto di giunta che non sarà un passaggio indolore: Invernizzi, uscito lindo dal Pizzimbone gate rivuole l’assessorato ma, Battaglia, che lo ha sostituito in questi mesi (e dovrebbe, secondo le voci ricorrenti, fungere da agnello sacrificale) non vuole mollare la poltrona ed è spalleggiato da una parte della maggioranza che vede come il fumo negli occhi il reintegro di Invernizzi.

Secondo problema: il rinnovo a gennaio dell’organigramma Gesco. La Presidenza della partecipata che gestisce gli impianti sportivi alassini e molto altro, fa gola a tanti, ma far saltare Igor Colombi come vorrebbe una parte della maggioranza che lo giudica “poco allineato”, comporta il rischio di rompere con la Lega (di cui Colombi è espressione) partito formalmente all’ opposizione, ma in realtà stampella di questa Amministrazione come si evince dall’assenza di prese di posizione forti in consiglio comunale.

Terzo problema: il reggente Galtieri, cui va sempre più stretto il ruolo di vice Melgrati.  Galtieri in questi mesi di interregno si è dovuto sobbarcare mareggiate, critiche e pandemia ma ha anche conquistato, a volte con merito, le luci della ribalta e non pare particolarmente entusiasta all’idea di tornare a fare il numero due dell’Amministrazione alassina. Malcontento che a breve potrebbe essere foriero di sviluppi potenzialmente esplosivi. Si sa che Vaccarezza vorrebbe arruolare Galtieri nella squadra di Cambiamo! con Toti in vista di possibili comunali anticipate ma questo segnerebbe la fine della alleanza con Melgrati che non vuole fare passi indietro a beneficio di “delfini” più o meno organici, ma anzi punta ad un secondo mandato (o quater se preferite).

Ultimo problema, il più spinoso: la sentenza di appello sul caso Rimborsopoli che a Melgrati potrebbe costare un nuovo stop con conseguenze devastanti per il suo futuro politico. Una sentenza di condanna che all’opposizione farebbe comodo così come a qualcuno in maggioranza…

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