La discussione in Consiglio comunale a Genova sulla Tari ha riportato al centro del dibattito anche uno dei temi più delicati della politica ligure: l’inceneritore e la sicurezza della discarica di Scarpino.
Durante il confronto, il centrodestra ha cercato di mettere in difficoltà la maggioranza presentando alcuni ordini del giorno che impegnavano l’amministrazione sul tema del futuro impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti. Tutte le proposte sono però state respinte dalla maggioranza.
Ma il passaggio più significativo è arrivato sulla vicenda di Scarpino, dove da mesi si rincorrono indiscrezioni sui presunti movimenti della discarica.
Il capogruppo del centrodestra Pietro Piciocchi ha chiesto ufficialmente che venga resa pubblica la relazione della Protezione Civile, sostenendo di avere il dubbio che quel documento possa addirittura non esistere.
«Vogliamo leggere il rapporto della Protezione civile su Scarpino, perché abbiamo la sensazione che non esista. E inventarsi che una discarica si muove sarebbe un atto irresponsabile».
Parole pesanti, che chiamano direttamente in causa la gestione della comunicazione istituzionale su un tema estremamente sensibile per la sicurezza del territorio.
La replica dell’assessore alla Protezione Civile Massimo Ferrante è stata altrettanto netta. Secondo l’assessore, durante i monitoraggi effettuati dalla Protezione Civile nazionale sarebbe effettivamente emerso un movimento della discarica e non della collina circostante. Inoltre ha precisato che il verbale della riunione svolta in Prefettura sarebbe regolarmente depositato presso la Prefettura stessa.
La vicenda, però, apre inevitabilmente un interrogativo. Se esiste un verbale con le valutazioni della Protezione Civile nazionale, la sua pubblicazione contribuirebbe a fugare ogni dubbio e a riportare il confronto su basi esclusivamente tecniche, evitando polemiche politiche su un tema che riguarda la sicurezza dei cittadini.
La richiesta di trasparenza avanzata dall’opposizione appare quindi destinata a rimanere al centro del dibattito. Perché quando si parla di una discarica come Scarpino, non possono esserci zone d’ombra: documenti, relazioni e monitoraggi dovrebbero essere facilmente consultabili, così da consentire ai cittadini di conoscere con precisione quale sia la reale situazione e quali valutazioni siano state effettuate dagli organi competenti.
Mentre nel Consiglio comunale di Genova si consumava l’ennesimo scontro politico sull’inceneritore, un dato appare sempre più evidente: nel capoluogo ligure manca ancora una convergenza politica sulla realizzazione dell’impianto.
Il centrodestra ha provato a impegnare la maggioranza con ordini del giorno favorevoli al progetto da realizzare a Genova, ma le proposte sono state respinte.
Una bocciatura che, inevitabilmente, riapre una domanda che da mesi si pongono molti cittadini della Val Bormida: se Genova continua a non voler affrontare direttamente il problema, dove finirà per essere realizzato il futuro impianto?






