Discariche – Inchieste archiviate o dimenticate?

Savona – Con il recente sequestro preventivo di alcune aree delle discariche di Boscaccio e Bossarino site nel comune di Vado Ligure per presunto disastro ambientale colposo, risulta sempre di attualità la Relazione Territoriale sulla Regione Liguria approvata, nella seduta del 29 ottobre 2015, dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi connessi.

Dell’inchiesta sulle discariche di Boscaccio e Bossarino e delle loro poco chiare ramificazioni societarie si è già riferito nell’articolo La salute dei savonesi richiede chiarezza (LEGGI).

Tornando alla relazione della Commissione parlamentare, non può sfuggire che parte del documento pone l’attenzione sulle principali inchieste giudiziarie che hanno interessato la nostra regione.

Nella provincia di Savona era stata avviata, tra l’altro, un’inchiesta che riguarda alcune aree site nel comune di Carcare oggi in parte occupate dallo stabilimento della Noberasco. Riportiamo quanto esposto nella relazione.

«Le ex aree Metalmetron (oggi trasformato nel centro commerciale Le Officine n.d.r.) erano un sito industriale in Savona, non più attivo da molti anni; dopo un lungo periodo di abbandono, nel 2009/2010 sono state interessate da lavori di bonifica al fine di realizzarvi un complesso commerciale.

Gli accertamenti della procura della Repubblica hanno riguardato inizialmente le modalità di bonifica del sito e in particolare la gestione dei rifiuti prodotti con le demolizioni e gli scavi. In loco sono stati eseguiti più accessi, con il sequestro di alcune porzioni di aree in cui sono stati rinvenuti rifiuti.

Successivamente l’accertamento si è spostato presso il sito di conferimento dei rifiuti prodotti, corrispondente all’area denominata «Paleta», in Carcare; è una vasta area già oggetto di accertamenti in passato in quanto su di essa era stata rinvenuta la presenza di rifiuti, su parte della quale oggi si è insediata la Noberasco, che commercia frutta.

Ex area Metalmetron a Savona ed ex Area Paleta a Carcare

Il sito all’epoca risultava gestito dalla ditta Bagnasco, autorizzata all’abbancamento in loco di sole terre e rocce da scavo al fine di riqualificare l’area e permettervi l’insediamento di nuove realtà produttive.

Gli accertamenti permettevano di rilevare che la «riqualificazione «avveniva non solo con terre e rocce da scavo, ma anche con molti rifiuti provenienti dal sito ex Metalmetron; conseguentemente una grossa porzione della «Paleta» è stata anch’essa sottoposta a sequestro perché gestita come discarica senza autorizzazione.

In merito è stata conferita una consulenza tecnica, all’esito della quale il fascicolo è stato trasferito per competenza alla direzione distrettuale antimafia di Genova in quanto gli esiti della consulenza hanno evidenziato elementi di cui all’articolo 260 del decreto legislativo n. 152 del 2006.»

Ci chiediamo quali sviluppi abbiano avuto queste inchieste, se i siti siano stati sottoposti ad eventuale bonifica nel caso i rifiuti depositati non risultassero compatibili con l’utilizzo finale dei terreni e se le tesi contenute nelle inchieste siano state confermate o meno dai vari gradi di giudizio

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI

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