Celle, un çelasco risponde a Bricchetto

Provo a ‘essere io’ a rispondere, pubblicamente, mi perdonerà, l’amico… Bricchetto …con subito un appunto, dal pizzico di sana ironia, di essersi rivolto ai ‘cari fratelli’: e perché non anche alle ‘care sorelle’? Che hanno la parità da tempo…e non andiamo oltre in questi tempi di ‘generi’ così confusi… Perché l’esame di coscienza ai soli ‘çelaschi’ (Con una sola ‘elle’ se ‘ç’ con cediglia, in parlata (scritta) ligure) e cellesi maschi? Mah!

“Sarò io!” a rispondere, uno di quelli che ’sarai TU…’ come par dire Bricchetto, con l’indice puntato, che mi sento chiamato in causa quale articolista della citata ‘a Civetta’. E non so se altri l’abbiano fatto e dove, ma non mi riguarda.

Anzi ‘sono’ io”! Un çelasco, senza un pedigree come il suo, solo due generazioni note e provenienti dall’alto entroterra, ma nato, battezzato, cresimato, sposato, lavorato, vissuto… Tutto a Celle, e pure figli. Uno che scrive da tempo, liberamente, con osservazioni critiche, anche dure, ma sempre di senso e fini positivi e costrutti- vi, senza faziosità o voler imporre modelli… Per diletto, per chi vuol leggere e, magari, con lui divertir- si, e un po’ informarsi, di fatti generali e attuali, o di nostra storia, tradizioni, modi di dire. Certo con qualche ‘belinata’(L’equivalente di stupidaggine, cavolata o più esplicita… cazz) di troppo, scappata o messa apposta per tentare di risvegliare la coscienza comune cellese, da anni assopita… E con responsabilità, che, scrivendo, se ne è prese abbastanza, e qualcuna pure pagata…!

L’ho un po’ tirata, con questo ‘incipit’ personale, tanto per stemperare, perché la risposta non è facile. Dicendo però subito che non conosco ‘questa verità’, né ho la presunzione di conoscerla a fondo. E pure che, rispondendo, non mi sento, né voglio, prendermi la responsabilità ‘di decidere le sorti di Celle’, che non sono solo quelle del Pescetto…, ci mancherebbe! Con tanti ‘fior fiore’ di Amministratori e Tecnici che ci sono stati e ci sono…

Noi credevamo, e tutt’ora, nella ‘verità’ dell’ing. Bricchetto, delle numerose irregolarità, ben esposte ed articolate. E ritengo tanti çelaschi e cellesi, ‘fratelli e sorelle’, riconoscendo in lui il professionista competente, serio e preciso, che appena il 22.7.2020 aveva pubblicato ‘Nuova tegola sull’Amministrazione Comunale’, l’atto della Provincia di annullamento del titolo edilizio, opposto dal Comune. Uomo tutto d’un pezzo, cattolico cristiano osservante, fuori da interessi personali o di qualche consesso o da eventuali mire, che denuncia quello che vede il passante, certo aggiungendo taluni particolari dalla sua lunga attività. Atto di denuncia nel diritto-dovere di ogni cittadino, quelli che ne hanno il coraggio, suscitando entusiasmi e aspettative…che però qui parrebbero venire un po’ meno. Non mugugni volatili che durano il respiro d’un giorno e rimbalzano tra i mugugnanti, ma atti con tanto di messa della faccia. Peraltro condivisi dai ‘big’ scesi al suo fianco: i Bertoldi, i Manzi e le Venturino, specie interpretati dal primo di essi, nel pezzo del numero precedente, proprio ‘Mugugni e denunce’.

Tutto bene per l’esposto, i cui contenuti sono al vaglio del TAR, con udienza al tre febbraio. Atto dovuto a tutela del Comune e degli uffici responsabili, non potendosi pensare che permessi e concessioni, questa importante per mole e vista, possano essere rilasciati con nonchalance o peggio. Resta però che per il Pescetto non sono poche le (presunte) irregolarità riscontrate: pare nove!

Non c’è che aspettare, con il Bricchetto che ne fa una questione morale. Tento perciò di interpretarla, qui spezzando il testo per facilitare chi vorrà leggere.

RISPOSTA NON FACILE

La risposta non è facile perché lo scritto è sconcertante, direi provocatorio, quasi a farmi sentire, io çelasco colpevole, accusato. Da interpretare, specie per la trasposizione dal ‘tecnico’ al ‘morale’ e oltre, riguardo alla ‘verità’, con minuscola, perdonerà il Bricchetto, senza voler essere irriverente verso gli Alti Richiami, perché questa è verità terrena, immanente non trascendente! L’uomo è sì anche spirito, ma avvolto di carne!

E dunque, si può risolvere il ‘Pescetto’ con “Est vir qui adest!”? “La Verità sono io!” La risposta di Gesù nell’interrogatorio di Ponzio Pilato alla domanda “Quid est veritas?” “Qual è la vertà?” (Vangelo secondo Giovanni). Ciò a dire verità assoluta! Quella dell’ing. Bricchetto, che dice “la Verità è una, non sono tante’? Forse un po’ troppo, perdonerà, o forse non ha inteso dire quello? E che ne è delle ‘verità’ di “PROCURA, COMUNE, PROVINCIA, REGIONE, TAR…”, che lo scrive pure lui, in attesa a breve dell’ultima verità, quella del TAR, appunto…?

Siamo e stiamo in terra, dove “la verità è varietà”, diversamente da come la pensano taluni, e già i latini dicevano “tot capita, tot sententiae” (tante teste tante opinioni-verità) che è democrazia. Sperando che la verità, quella visibile dell’aumento di altezza e volume della nuova struttura, e/o quale sarà, emerga dal legittimo confronto di tante ‘verità’ contrapposte o frapposte nelle intricate norme dell’italico sistema: che, ancora, i latini raccomandavano ‘bona republica, parva lex’ (buona la repubblica con poche leggi). Com’è andata lo vediamo… e sperando che non vi siano ‘verità’ di altre specie…

Il Bricchetto si è tolti i panni del cittadino e ha indossato il…saio. Con questo scritto che non si sa come definirlo e da che parte prenderlo…! Confessione, atto di contrizione, resa? Una ‘excusatio (proprio) non petita’, una autodifesa con doppia girata ’in corner’…? Non è poca la perplessità, si converrà, dopo aver suscitato legittime aspettative – che potrebbero anche realizzarsi, o ha perso convinzione di quanto ha fatto…? – ma apparentemente mettendosi da parte. Con due possibili letture: in una, dubbioso e timoroso delle valutazioni dei giudicanti nei vari enti e ruoli, tanto da trasporre, invero un po’ forte, la formazione della ‘verità’ degli uomini in un loro intimo contesto dell’Alto insegnamento cristiano; nell’altra, ponendo l’affairePescetto sulla coscienza di ogni çelasco o cellese, e solo maschio? Quasi a dire “Io la mia parte l’ho fatta, guardatevi dentro e fate la vostra…”. “Protestate, e scendiamo in piazza…” semmai, avrei detto io!

Ci sarebbe altro ma qui mi fermo, essendo andati lontani dal ‘Pescetto’… e mi viene da pensare che magari sono io che non ho capito! E pure chi ha letto, stante l’apatia che c’è in giro per la ‘cosa comune’… Se qualcuno leggerà, poi ci dica.

“Non so, Arturo, se quanto ho scritto sarà rispondente e di giovamento alle Tue riflessioni. Io ho tentato la mia, con onestà intellettuale e con i miei limiti. Ti basti che tra i tanti che sicuramente Ti hanno letto (oltre 1.600), almeno uno, alquanto impegnato, che nutre stessi dubbi e speranze, ha dato risposta. E perdonalo se l’ha fatto per iscritto, in pubblico!”

Pierino Ratto da A Civetta

 

 

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