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Savona, il carcere “franato”, la Corte dei Conti contesta il danno erariale per 8 milioni di euro

I magistrati contabili della Liguria aprono il fascicolo per la mancata realizzazione dell’opera e chiamano in causa Comune, Regione e Mit. La struttura bloccata dai contenziosi, ma anche da un esposto sul dissesto di Passeggi, dove è crollato il viadotto della A- 6

Il progetto del 2002, l’assegnazione dell’appalto 7 anni dopo, ma ad oggi del nuovo carcere di Savona neanche l’ombra. Era da costruire in località Passeggi, zona a rischio idrogeologico in cui domenica scorsa è crollato il viadotto ” Madonna del Monte” sulla A-6. Adesso, per quell’opera assegnata con gara pubblica per 30 milioni di euro, la Conte dei Conti contesta un danno erariale di 8milioni. Chiama in causa come ” indagati”: due amministrazioni che si sono succedute al Comune di Savona, guidate dai sindaci Carlo Ruggeri e Federico Berruti, entrambi Ds e poi Pd; le giunte regionali presiedute prima da Sandro Biasotti (centrodestra), poi da Claudio Burlando (centrosinistra); più il Ministero delle Infrastrutture che nel 2007 era nelle mani dell’ex pm Antonio Di Pietro.

Un’altra eterna incompiuta, che ha bruciato soldi dei contribuenti. “Per non realizzare nulla”. Il fascicolo della Procura regionale della Corte dei Conti è aperto dal pm Marco Ferraro e le indagini affidate alla Guardia di Finanza. Secondo quanto trapela nei prossimi giorni alle parti in causa sarà inoltrato l’invito a dedurre, equivalente dell’avviso di garanzia dei procedimenti penali. I magistrati contabili chiedono il risarcimento allo Stato appunto per 8 milioni di euro. Cinque sono riferiti ai soldi che il Mit ha dovuto versare alla ditta che aveva vinto la gara. Nel 2018, infatti, la Corte di Appello di Roma ha condannato il ministero a risarcire l’impresa che aveva intentato la causa civile. Altri 3 milioni di euro contestati dalla Corte dei Conti riguardano le spese di progettazione e istruzione dell’iter amministrativo e tecnico che avrebbe dovuto portare alla costruzione del carcere. Che non c’è.

Proprio dalla progettazione bisogna partire, per capire questa intricata e scandalosa vicenda. Un’altra incompiuta. Appunto 17 anni fa inizia la progettazione del nuovo carcere di Savona, quello vecchio ” Sant’Agostino” situato in centro città è considerato ” penitenziario indegno per i diritti umani”. Si pensa ad una nuova struttura per ospitare 250 detenuti, più i servizi e la caserma per altrettanti agenti penitenziari. Un investimento complessivo di 75 milioni di euro. Nel 2002 il sindaco savonese Ruggeri individua l’area di circa 183mila metri quadri dove realizzarla: la zona di Passeggi, nel quartiere di Zinola, situata al confine con il territorio di Quiliano. Secondo i progettisti e le amministrazioni dell’epoca l’area ha il vantaggio di essere attaccata all’autostrada Savona-Torino.

L’operazione ha una controindicazione: la collina deve essere sventrata. E c’è più una incognita: le condizioni geologiche del terreno. Tanto che due anni dopo il Wwf presenta un esposto — come osservazioni al Piano Urbanistico Comunale — con il quale denuncia che i versanti sono condizionati dai flussi idrici locali. Scrivono: ” La zona interessata è sottoposta a vincolo idrogeologico, compresa nei reticoli idrografici del torrente Quiliano e del Rio Monte attiguo al percorso autostradale… classificata a suscettività media al dissesto del Piano di Bacino di Savona”. Parliamo della collina prospiciente alla frana che quattro giorni addietro ha cancellato il viadotto autostradale Madonna del Monte. E ironia della sorte, l’area destinata al carcere in parte è di proprietà della Società Autostrade Savona- Torino del Gruppo Gavio, in parte di Eni.

Ciò nonostante, tra il 2004 e il 2006 il Comune approva il Puc, la Regione approva la variante e concede le autorizzazioni. Attenzione: Ruggeri nel 2006 è diventato assessore alla Pianificazione Territoriale con la giunta Burlando. Nel 2007 il Provveditorato alle Opere Pubbliche della Liguria (direttore Walter Lupi) del Mit alla cui guida è Di Pietro aggiudica il primo lotto da 30 milioni di euro alla ditta Pizzarotti di Parma. Il Comune sottoscrive il contratto. E però segue una serie di ricorsi e controricorsi al Tar e al Consiglio di Stato da parte delle imprese escluse. Poi arriva la condanna della Corte di Appello di Roma.

Comunque, il 31 agosto del 2010 la giunta comunale di Savona apprende che il ministero ha revocato il finanziamento. Il sindaco Berruti dice: “È una notizia che mi sorprende e preoccupa, perché il Governo non mantiene un impegno assunto nei confronti della nostra città”. Non è finita. Tra carte bollate, ricorsi e condanne in sede civile, siamo al 2016. Il 3 giugno chiude ufficialmente il carcere Sant’Agostino e l’assessore ai Servizi Sociali di Savona, Isabella Sorgini (centrosinistra), annuncia che dopo un colloquio con l’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando, non ci sono risorse sufficienti per costruire il penitenziario a Passeggi: sorgerà in Valbormida, area ex Acna di Cengio.

Giuseppe Filetto da La Repubblica

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