ZINOLA — Doveva essere un momento di chiarimento e ascolto. È diventata, invece, l’ennesima lezione di educazione civica a senso unico. Alla riunione tra cittadini e amministrazione comunale sul nuovo sistema di raccolta rifiuti, le domande non sono mancate. Le risposte, quelle vere, decisamente sì.
Fin dall’inizio si è capito che aria tirava. L’arrivo del sindaco e del suo entourage ha dato il tono alla serata. Atmosfera da show motivazionale, con frasi fatte e richiami alla positività a ogni piè sospinto. “Guardiamo il bicchiere mezzo pieno”, “dobbiamo essere positivi”, “dovete essere contenti che Savona diventa bella”. Frasi che suonavano più come slogan da centro benessere che risposte concrete alle preoccupazioni dei residenti.
E le preoccupazioni, invece, erano e restano molto serie. La più puntuale l’ha sollevata l’ingegner Borghi con una domanda semplice e diretta: «Chi è il responsabile dei cestelli in caso di incidenti?». La replica dell’assessore Paquali, avvocato, è arrivata senza troppa convinzione: “Seas”. Peccato che, secondo quanto riportato dall’UPPI solo pochi giorni fa, le cose non starebbero esattamente così. Anche su questo punto cruciale — che riguarda sicurezza e responsabilità — il solito giro di parole.
Qualche applauso, comunque, è scattato qua e là. Segno che, in mezzo a tanta vaghezza, c’è ancora chi si accontenta di poco. O forse spera ancora. Di proposte vere, per fortuna, ne è spuntata almeno una: cintare la zona davanti all’asilo, dove oggi si trovano i bidoni, e sistemare lì i mastelli. Soluzione concreta o toppa momentanea? Difficile dirlo.
A conti fatti, l’incontro di Zinola si è chiuso lasciando più dubbi che certezze. E, soprattutto, la sensazione che — ancora una volta — ai savonesi non venga chiesto di partecipare, ma solo di imparare la lezione.






