Zanelli, la piscina dei ricorsi: a Savona ormai anche una bracciata rischia il TAR

A Savona esistono opere pubbliche che sembrano maledette. La piscina Zanelli rischia seriamente di entrare nella categoria. Doveva essere il simbolo del rilancio sportivo cittadino, con la nuova vasca estiva pronta a inaugurare una stagione di entusiasmo, e invece si ritrova impantanata tra bandi contestati, richieste di sospensione, pareri legali e società in guerra fredda.

La situazione è surreale: tre società in corsa – la storica Rari Nantes Savona, l’Amatori Nuoto Savona e addirittura l’Officina del Nuoto – si contendono la gestione dell’impianto. Ma uno dei partecipanti ha chiesto la sospensione e addirittura l’annullamento in autotutela del bando. Tradotto dal burocratese: “fermi tutti, qua qualcosa non torna”.

E così Palazzo Sisto, invece di parlare di sport, corsi estivi e giovani atleti, si ritrova costretto ad affidarsi a un avvocato per capire come uscire dal labirinto amministrativo. Ormai a Savona ogni pratica pubblica sembra seguire lo stesso schema: annuncio trionfale, complicazione tecnica, consulenza legale, rinvio e cittadini sempre più confusi.

Nel frattempo centinaia di nuotatori si chiedono una cosa semplicissima: “Ma quest’estate si nuota oppure no?”. Domanda legittima. Perché tra collaudi ancora da completare, gestione provvisoria, ricorsi e silenzi istituzionali, nemmeno la data di apertura della nuova vasca all’aperto è certa.

La vicenda diventa ancora più grottesca se si pensa che il nuovo impianto è finanziato con fondi PNRR. E quindi, teoricamente, dovrebbe rappresentare efficienza, rapidità, modernizzazione. In pratica, invece, rischia di trasformarsi nell’ennesima telenovela savonese dove le carte nuotano più degli atleti.

Dal canto suo, l’Amatori Nuoto ha almeno avuto il coraggio di parlare apertamente, sostenendo che mancavano chiarimenti fondamentali sugli spazi riservati alla pallanuoto di Serie A e al nuoto sincronizzato. Questioni non proprio secondarie quando si deve formulare un’offerta economica seria.

E qui emerge il problema vero: la sensazione di una gestione confusa fin dall’inizio. Lo sostengono anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle Manuel Meles e Federico Mij, che parlano apertamente di una procedura “ingarbugliata”. Prima un bando, poi il ritiro, poi una nuova procedura, ora la sospensiva. Più che una gara pubblica sembra una staffetta amministrativa fatta con le pinne ai piedi.

I 2 consiglieri hanno presentato un’ interrogazione 

Il punto politico però è un altro. Possibile che a Savona qualsiasi progetto – dai rifiuti alle strade, passando per piscine e cantieri – finisca inevitabilmente dentro una nebbia burocratica fatta di ritardi, polemiche e contenziosi? La città sembra incapace di vivere una sola inaugurazione senza ansia da ricorso.

E mentre le società litigano, i politici tacciono e gli avvocati studiano le carte, i cittadini restano a bordo vasca. In attesa di capire se questa estate potranno finalmente fare un tuffo… o dovranno limitarsi a galleggiare nell’ennesimo caos amministrativo savonese.

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