
Un episodio preoccupante, ma fortunatamente circoscritto, quello che si è verificato ieri pomeriggio a Vado Ligure, dove è stato segnalato uno sversamento di inquinante nel rio Sant’Elena. La notizia è stata prontamente diffusa da VivereVado, che oggi ha comunicato ulteriori sviluppi della vicenda.
Ecco il post di VivereVado: l’Ufficio Ambiente del Comune ha confermato che la sostanza sversata si è rivelata essere gasolio. La fuoriuscita è avvenuta nei pressi dello sbocco a mare del rio, destando comprensibile apprensione tra i cittadini e le autorità competenti.
A intervenire per primi, su richiesta della Capitaneria di Porto, sono stati gli operatori di Transmare, che hanno provveduto a contenere l’inquinante mediante l’impiego di panne galleggianti. Tuttavia, non è stato possibile risalire alla fonte esatta dello sversamento.
Il Comune, non inizialmente coinvolto, ha successivamente effettuato un sopralluogo durante il quale ha constatato la presenza delle panne, ma anche l’assenza di residui inquinanti nelle acque. Un’ulteriore verifica sui chiusini delle zone limitrofe non ha portato a rilevare tracce di gasolio, facendo dunque ritenere che l’emergenza sia ormai superata.
Un ringraziamento va all’Ufficio Ambiente per la trasparenza e l’immediata disponibilità a fornire chiarimenti su un evento che, sebbene limitato, richiama l’attenzione sull’importanza del monitoraggio e della prevenzione ambientale….VEDI
L’episodio di Vado Ligure, pur contenuto e senza apparenti conseguenze gravi, dovrebbe far riflettere su due aspetti cruciali. Da un lato emerge l’efficienza della macchina dei soccorsi e, dall’altro, il ruolo del gruppo consiliare VivereVado, capace di informare con prontezza e precisione. Resta però il nodo irrisolto della prevenzione e della responsabilità: sversamenti come questo, la cui origine resta ignota, pongono interrogativi sulla vulnerabilità dei nostri corsi d’acqua e sulla necessità di una sorveglianza più capillare.
La rapidità dell’intervento ha scongiurato il peggio, ma sarebbe ingenuo archiviare la vicenda senza domandarsi chi, cosa e perché abbia innescato un potenziale rischio per l’ambiente marino e fluviale.






