Varazze, tra blitz e cemento: prima la passeggiata finisce sotto i riflettori della DIA, ora nel mirino dell’opposizione

Non c’è pace per la nuova passeggiata a mare di Varazze. Dopo mesi di lavori e critiche, ad agitare ulteriormente le acque i primi giorni  di Aprile  era arrivato il blitz della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) sul cantiere: un intervento che, pur essendo stato liquidato come “controllo di routine”, lascia più di un interrogativo sul tavolo. In molti si chiedono: semplice prassi o spia di ombre più lunghe che si allungano su una delle opere pubbliche più ambiziose e costose del ponente ligure?

A rendere ancora più rovente il clima è ora l’intervento del consigliere comunale Giacomo Robello (Varazze Domani), che accusa l’amministrazione di aver trasformato una passeggiata storica in una “colata di cemento” sproporzionata e invasiva: «L’impatto è enorme – denuncia – la nuova struttura è tre volte più larga dell’originale. È un muro che avanza verso il mare, con conseguenze estetiche e ambientali tutte da valutare».

Finanziata con 6 milioni di euro dalla Regione Liguria e 1 milione dal Comune, l’opera è attualmente sospesa per non interferire con la stagione balneare, ma le polemiche non vanno in vacanza. Robello rincara: «In molti tratti la nuova passeggiata avanza anche oltre lo spazio delle cabine dei Bagni. Nella zona centrale, fra i Bagni Mafalda, Colombo e lo scivolo per le barche, lo spazio residuo sulla spiaggia si assottiglia drasticamente».

E poi c’è il nodo sicurezza: l’unica barriera a difesa dell’opera saranno le dighe soffolte, che – avverte Robello – «richiederanno manutenzione continua e scrupolosa. Ma chi pagherà in caso di danni da mareggiate?».

La giunta, da parte sua, si difende ricordando che il progetto era parte integrante del programma elettorale e che quindi i cittadini hanno approvato l’intervento con il voto. Ma per l’opposizione è una giustificazione debole: «Un’opera di questa portata, durata e impatto avrebbe meritato un vero confronto pubblico – accusa Robello – non una sola serata con inviti selezionati tra i fedelissimi. I cittadini vanno ascoltati anche quando non votano per te».

Il cantiere della passeggiata, dunque, non è solo un’opera pubblica: è diventato il simbolo di un modo di governare. Tra controlli della DIA, accuse di opacità, mancanza di trasparenza e gestione top-down dei progetti, a Varazze si consuma una frattura sempre più netta tra chi decide e chi subisce. E l’estate, con i suoi riflettori accesi, rischia di far emergere ancora più crepe – non solo nei muri, ma nella fiducia.

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