Valbormida tra futuro e veleni: la sfida ambientale della cokeria di Bragno

Cairo Montenotte si trova ancora una volta al centro del dibattito ambientale. Con il recente cambio ai vertici di Italiana Coke, che vede il ritorno della famiglia Ascheri alla guida dell’azienda, le speranze di un futuro più sostenibile si scontrano con le ombre di un passato fatto di emissioni e dati preoccupanti sulla qualità dell’aria.

A lanciare l’allarme, con rinnovata determinazione, è il comitato “Progetto Vita e Ambiente”, che da anni si batte per ottenere maggiore trasparenza e interventi concreti per ridurre l’impatto ambientale della cokeria. La portavoce, Nadia Bertetto, non usa mezzi termini: «Le centraline continuano a registrare superamenti nei livelli di benzene e non abbiamo dati aggiornati sul benzoapirene, che in passato ha spesso oltrepassato i limiti di sicurezza. Non siamo contro l’industria, ma pretendiamo azioni reali per proteggere la salute dei cittadini».

La cokeria di Bragno, attiva dal 1936, è un impianto obsoleto e sotto osservazione speciale da parte delle autorità. Tuttavia, i cittadini non si accontentano più di semplici controlli: chiedono un cambio di rotta deciso, fatto di investimenti e innovazione tecnologica. «La continuità aziendale è importante, ma ciò che conta davvero è cosa esce dai camini e dai forni dello stabilimento», sottolineano dal comitato.

Ma l’inquinamento atmosferico non è l’unico spauracchio che aleggia sulla Valbormida. Il possibile arrivo di un inceneritore ha acceso ulteriormente gli animi degli ambientalisti, che promettono battaglia: «Non vogliamo che il nostro territorio diventi la discarica industriale della regione. Il passato ha già lasciato cicatrici profonde nei polmoni di lavoratori e cittadini. Basta con le soluzioni facili che scaricano i problemi sulla salute delle persone».

Ora la palla passa alla nuova dirigenza di Italiana Coke e alle istituzioni. Sarà questo il momento della svolta o l’ennesima occasione persa per garantire un’aria più pulita a Cairo Montenotte? I cittadini attendono risposte, stavolta concrete.

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