Val Bormida, l’incontro di Saliceto fa il pieno: il territorio si compatta contro l’inceneritore

La Val Bormida ha parlato, e lo ha fatto con una voce chiara. A Saliceto, ieri sera, la sala era gremita: cittadini, amministratori locali, associazioni, comitati, tecnici e semplici residenti hanno partecipato all’assemblea pubblica dedicata al progetto dell’inceneritore/termovalorizzatore che la Liguria vorrebbe collocare nell’area tra Cengio e Cairo.

Un incontro animato, ma composto. Nessuno slogan urlato, nessuna improvvisazione: dati, memorie storiche e la consapevolezza di un territorio che ha già pagato molto.

Un territorio che non dimentica

La Val Bormida non è un luogo neutro. È un territorio che porta nella sua memoria la storia industriale della ACNA di Cengio, con le sue conseguenze ambientali e sanitarie ancora oggi oggetto di monitoraggio e bonifiche mai davvero concluse.
Per questo, l’idea di collocare qui un inceneritore non è percepita come una “scelta tecnica”, ma come una ferita che rischia di riaprirsi.

La sala piena di Saliceto è stata il segnale più evidente: la gente ha capito che la storia potrebbe ripetersi.

La politica si muove (finalmente) in consiglio comunale

A Cairo, l’opposizione si è mossa chiedendo un Consiglio comunale monotematico, cioè dedicato esclusivamente alla discussione sul termovalorizzatore.
La richiesta, partita dal gruppo +Cairo (Fulvio Briano, Renzo Berretta, Alberto Poggio), ha ottenuto l’appoggio del gruppo Cairo in Comune (Giorgia Ferrari e Lisa Tortarolo), che da tempo si oppone all’impianto.

Con un quinto del Consiglio firmatario, il Sindaco è ora tenuto a convocare la seduta entro 20 giorni.

Il sindaco Lambertini prende tempo: dice che verificherà la procedura e auspica una discussione “non strumentale”. Ma il punto politico ormai è chiaro: la partita non potrà più essere gestita nelle retrovie.

Il ruolo del basso Piemonte

L’incontro di Saliceto ha mostrato qualcosa di nuovo: la battaglia non è più solo ligure.

Il basso Piemonte, che vive di turismo, enogastronomia e produzioni agricole di qualità, non accetta l’idea di diventare:

il casello industriale della Liguria, ricevendo rifiuti e ceneri in cambio di rischio ambientale.

Il Coordinamento No Inceneritore è stato esplicito:
la “Porta delle Langhe e del Mare” non può diventare la Porta dei camion dei rifiuti.

“Non è più il tempo dei dubbi”

Lo ha detto chiaramente anche Massimo Marazzo, consigliere comunale a Cengio: «I cittadini hanno capito perfettamente cosa significa questo impianto. I dubbi li hanno ancora alcuni sindaci. Ecco, è ora che li superino.»

In sala non si è sentita la voce del “no per principio”, ma quella del no per esperienza.

Una scelta che pesa sul futuro

Questo territorio ha due strade davanti:

  • diventare una filiera virtuosa del riciclo e dell’economia circolare, puntando su tecnologia, raccolta differenziata e investimenti moderni;

  • oppure tornare ad essere terra di sacrificio, dove si mandano ciò che altri non vogliono vedere.

La differenza non la faranno le conferenze stampa, ma le decisioni dei Sindaci, e la capacità dei cittadini di continuare a farsi sentire.

La sala piena di Saliceto ha dimostrato una cosa semplice e politica nel senso più nobile:

La Val Bormida è viva.
E non è disposta a farsi scegliere da altri.

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