Vado Ligure: quando incontrare un assessore diventa un’impresa

Diventa sempre più difficile entrare in contatto con i nostri amministratori locali. Al Comune di Vado Ligure, per esempio, la situazione sembra addirittura peggiorata con l’insediamento della giunta Gilardi.

Telefonare agli uffici comunali è ormai un esercizio di pazienza: rispondono le segretarie, gentili ma guardinghe, e si ha quasi l’impressione di chiedere un’udienza al Papa. L’appuntamento viene concesso, ma solo dopo una certa resistenza, come se fosse un favore personale e non un diritto del cittadino.

Una volta ottenuto il colloquio, bisogna riconoscere che gli assessori si mostrano cortesi, disponibili e pronti ad ascoltare. Promettono attenzione e interventi per risolvere i problemi esposti. Peccato però che, nella maggior parte dei casi, a quelle promesse non segua alcuna azione concreta. Il cittadino resta in attesa, spesso invano.

Se poi si prova a ricontattarli, il copione si ripete: la segretaria informa che la questione è stata “passata” a un altro assessore e consiglia di prendere un nuovo appuntamento. Si entra così in un gioco di rimbalzi che scoraggia chiunque e alimenta la sfiducia verso le istituzioni.

Parlo per esperienza diretta, senza alcuna intenzione polemica ma con il desiderio che si prenda atto di un problema reale: il rapporto tra cittadini e amministratori non dovrebbe assomigliare a una caccia al tesoro, né trasformarsi in un labirinto burocratico.

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