Vado Ligure, il miracolo dell’autoparco: il cemento batte il fuoco, l’acqua e la legge (con voto unanimi)

In un’epoca in cui le maggioranze scricchiolano e le minoranze urlano, Vado Ligure riesce in un piccolo capolavoro politico: l’unanimità. Sì, proprio così. Il Consiglio comunale ha votato compatto per la nascita della nuova zona produttiva “I1bis”, destinata a un autoparco per mezzi pesanti con tanto di foresteria, pensiline fotovoltaiche e – si presume – aria di lavanda.

Peccato che il progetto sorga in parte su una collina bruciata, in zona a rischio idraulico, e comporti lo sbancamento di mezzo monte.

Nel 2015 e nel 2012 quell’area ha preso fuoco. Secondo una fastidiosa legge dello Stato (la 353/2000), non si possono costruire nuove cose per 15 anni. La Regione Liguria ha ricordato questa sciocchezza legale e ha detto che non si può toccare la parte incendiata.

Ma poco importa: basta spostare un po’ il confine, parlare di “zona residuale”, e il gioco è fatto.

L’autoparco sarà costruito a quota +11 metri, proprio accanto a un’area classificata come P2: pericolosità idraulica media. Tradotto: zona che rischia l’allagamento. Ma niente paura! Se il fiume si arrabbia, penseremo dopo. Intanto, la Regione chiede un bel parere preventivo, che – come tutti i pareri preventivi italiani – può attendere serenamente la prossima alluvione.

Si dice che l’autoparco “ridurrà il traffico”. Magari anche lo stress e il cambiamento climatico. Peccato che ARPAL e ASL la vedano diversamente: secondo loro, ci sarà più traffico pesante, più inquinamento da PM10 e NO2, e forse anche più ambulanze.

Ma non importa: si dice anche che sarà un “parcheggio intelligente”.

Il progetto prevede lo sbancamento di 550.000 metri cubi di collina. Una piccola modifica del paesaggio, giusto per “pareggiare” un po’. La Regione chiede di “approfondire” gli impatti su suolo, fauna, acquiferi, ma ormai il dado è tratto.

 E il Consiglio Comunale? Applausi. Tutti favorevoli, nessun dubbio, nessuna astensione. È bello vedere tanta unità: quando si tratta di scavare, votano compatti. Hanno letto i documenti? Chi lo sa. Forse si sono fidati del titolo: “autoparco con servizi alla persona”. Suona quasi come “centro benessere”.
In fondo, a Vado Ligure, il futuro è chiaro: o si parcheggia o si affoga, ma con energia solare e spirito di servizio. La collina? Un dettaglio. Il fuoco? Una seccatura. Le leggi? Opzionali. Il cemento, invece, è sempre benvenuto. Soprattutto se votato all’unanimità.

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