Vaccarezza riscopre i rifiuti, ma dimentica il passato e si scorda di Santi

Dopo mesi di silenzio, quasi fosse in ritiro spirituale, Angelo Vaccarezza è tornato a occuparsi della sua amata (a fasi alterne) Savona. E lo fa con un post su Facebook, in perfetto stile revival: il tema? La gestione della raccolta differenziata. L’urgenza? Quella di ribadire che Forza Italia è viva, vegeta e disponibile a fare chiarezza — ma solo su invito.

Vaccarezza racconta con entusiasmo l’incontro con il dottor Guido Lugani, tecnico “preparato” (e, guarda caso, esponente del suo stesso partito), elogiandone le competenze sui rifiuti urbani e le bonifiche ambientali. Un confronto prezioso, dice lui. Un momento di ascolto. Un’occasione per costruire. Peccato che le foto dell’incontro raccontino un’altra storia: un summit per pochi fedelissimi, più simile a una riunione di catechismo politico che a un’assemblea pubblica.

Ma il punto più indigesto — per usare un lessico in tema rifiuti — è la memoria selettiva di Vaccarezza. L’uomo che oggi si interroga e promuove approfondimenti, ieri applaudiva senza batter ciglio al progetto Caprioglio-Montaldo sulla raccolta, lo stesso piano che l’attuale giunta Russo sta tentando pedestremente di realizzare con effetti sempre più grotteschi.

E allora, caro Vaccarezza, prima di invocare la “trasparenza”, un piccolo atto di penitenza sarebbe auspicabile. Per esempio, un mea culpa rivolto a chi, all’interno della vostra stessa giunta, osò opporsi a quel progetto: l’allora assessore Piero Santi. Epurato senza troppi giri di parole proprio per aver detto “no” a un sistema di raccolta inefficiente, rigido, tecnocratico e sordo alle esigenze della città.

Forse oggi, più che di nuovi tecnici da ascoltare, servirebbe ricordare i vecchi errori. E magari chiedere scusa a Santi,  che per essersi opposto a quel progetto le venne tolto l’assessorato sacrificandolo sull’altare delle alleanze e dell’obbedienza partitica.

Insomma, se davvero Vaccarezza vuol tornare in scena a Savona, lo faccia con umiltà. E magari con un po’ di memoria in più. Perché i savonesi, a differenza dei post su Facebook, non si cancellano con un click.

Condividi

Lascia un commento