Un’ombra sul sindacato savonese: Paparusso a processo, ma la verità è ancora tutta da scrivere

Ci sono notizie che si leggono con fatica, soprattutto quando riguardano persone che da anni fanno parte della vita pubblica e sindacale del territorio. È il caso della vicenda giudiziaria che coinvolge Franco Paparusso, storico esponente della Uil Trasporti savonese, che dovrà affrontare un processo con l’accusa di sostituzione di persona.

La notizia, riportata  dal quotidiano Il Secolo XIX, riguarda presunte irregolarità nelle iscrizioni sindacali di alcuni lavoratori. Secondo l’accusa della Procura, Paparusso avrebbe modificato alcune deleghe sindacali relative all’adesione alla Uil Trasporti, inserendo date non autentiche per confermare l’iscrizione di alcuni lavoratori della cooperativa Geat, attiva nel settore della logistica tra Vado Ligure e Quiliano.

I fatti contestati risalirebbero al 2023 e coinvolgerebbero sei dipendenti della cooperativa. L’ipotesi accusatoria è che le deleghe siano state compilate con date modificate per consentire il mantenimento dell’iscrizione sindacale e della relativa trattenuta in busta paga.

Il procedimento entrerà nel vivo il 14 aprile, quando davanti al tribunale si terrà l’udienza predibattimentale. Il pubblico ministero è Claudio Martini, mentre il giudice sarà Laura Russo.

Da parte sua, Paparusso respinge ogni addebito. Il sindacalista si è dichiarato del tutto estraneo ai fatti, annunciando con la propria legale, l’avvocata Michela Raviolo, l’intenzione di affrontare il processo con rito ordinario proprio per dimostrare la completa innocenza. Non sono stati chiesti riti alternativi né patteggiamenti.

«Dimostreremo la totale estraneità alle accuse», ha spiegato la difesa, lasciando intendere che, una volta chiarita la vicenda, potrebbero esserci anche iniziative legali a tutela dell’immagine del sindacalista e del sindacato.

La vicenda resta quindi tutta da chiarire. Paparusso è da molti anni una figura conosciuta nel mondo del lavoro savonese, soprattutto nei settori della portualità, della logistica e del trasporto pubblico. Proprio per questo, la notizia ha suscitato attenzione e anche un certo dispiacere in chi lo conosce professionalmente.

Come sempre in questi casi, vale un principio fondamentale: le accuse sono tali fino alla sentenza definitiva. Sarà il processo a stabilire se si tratti di un errore, di un equivoco o di qualcosa di più grave.

Per ora resta solo una certezza: quando la giustizia entra nella vita pubblica, la prudenza e il rispetto delle persone coinvolte dovrebbero venire prima di tutto. Sperando, naturalmente, che la verità possa emergere al più presto.

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