Quiliano – Stavolta non si tratta di una sentenza, ma di una transazione. Ma il risultato è lo stesso: un’altra vittoria per il Comune di Quiliano – e indirettamente per il sindaco Nicola Isetta – che incassa una cifra significativa da Savona, al termine di una lunga disputa sull’IMU relativa al mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Pilalunga, costruito in parte su territorio quilianese.
Il Comune di Savona ha infatti accettato l’accordo transattivo proposto da Quiliano, mettendo fine a un contenzioso che durava da anni e che aveva già visto Quiliano prevalere per l’annualità 2019, con l’ultima parola pronunciata dalla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Liguria.
Nel dettaglio, Savona si impegna a versare:
- 208.206 euro per le annualità dal 2020 al 2024, in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2025;
- 20.837 euro come acconto per il 2025, da corrispondere entro il 10 agosto 2025;
- A seguire, anche il saldo IMU 2025, da pagare entro il 16 dicembre 2025.
Il tutto senza sanzioni né interessi, grazie alla transazione bonaria, ma comunque una somma non trascurabile per le casse comunali savonesi. In cambio, Quiliano rinuncia alle spese legali e agli avvisi di accertamento precedentemente sospesi.
La vicenda affonda le radici in un’interpretazione catastale controversa: Savona aveva tentato, senza successo, di far rientrare il mercato nella categoria catastale “E” – improduttiva di reddito – sulla base della funzione pubblica dell’infrastruttura. Una linea che aveva inizialmente convinto la giustizia tributaria di primo grado, ma che è poi stata ribaltata in appello, sulla scia di una più recente giurisprudenza della Cassazione.
Alla fine, il Comune di Savona ha scelto di chiudere la partita e versare quanto dovuto. Il tutto è stato formalizzato con la determinazione dirigenziale n. 1987 del 5 agosto 2025, firmata dall’architetto Marta Sperati, e allegata al relativo atto di transazione siglato tra i due enti.
Una vittoria piena, dunque, per Quiliano. E un risultato che il sindaco Isetta può tranquillamente appuntarsi sul petto, anche perché, al netto della diplomazia istituzionale, resta il fatto: quando si tratta di IMU, alla fine vince sempre chi ha la terra sotto i piedi.






