Trenta alberi da abbattere sulle strade provinciali: e le sostituzioni?

La Provincia di Savona ha avviato l’iter per l’abbattimento di trenta alberi collocati lungo le strade provinciali 5, 29 e 58. L’atto dirigenziale, firmato il 28 agosto, nomina il responsabile del progetto e dei lavori: il provvedimento nasce da una relazione tecnico-agronomica che ha esaminato circa cinquecento piante presenti nelle aree stradali provinciali.

Secondo la valutazione eseguita dall’agronomo incaricato, per alcune alberature esisterebbero rischi legati alla possibile rottura di rami o branche, allo sbilanciamento delle chiome e a difetti di inserzione. La sicurezza di chi percorre le strade viene prima di tutto: se una pianta è davvero pericolosa, intervenire è doveroso.

Ma proprio per questo servirebbe la massima chiarezza. Quali sono esattamente i trenta alberi destinati al taglio? In quali punti precisi delle provinciali 5, 29 e 58 si trovano? Di quali specie si tratta? E, soprattutto, sono state valutate soluzioni alternative — potature mirate, consolidamenti, cure fitosanitarie — nei casi in cui fossero tecnicamente possibili?

Nell’atto pubblicato dalla Provincia non compare poi un elemento tutt’altro che secondario: il piano di sostituzione. Tagliare un albero può essere necessario; lasciare però un vuoto permanente lungo una strada, rinunciando a ombra, assorbimento di anidride carbonica, protezione dal caldo e qualità paesaggistica, sarebbe una scelta miope.

La domanda è semplice e merita una risposta pubblica: dopo l’abbattimento dei trenta alberi sarà prevista una loro sostituzione con specie idonee, di dimensione adeguata e adatte alle condizioni delle singole strade?

Non bastano, infatti, piantine decorative destinate a faticare per anni dentro un’aiuola troppo piccola. Se gli alberi devono essere rimossi per ragioni di sicurezza, la Provincia dovrebbe accompagnare l’intervento con un programma serio di ripiantumazione, indicando tempi, luoghi, specie e modalità di cura.

La sicurezza non è in contrasto con il verde. Il problema nasce quando, dietro la parola “manutenzione”, si finisce per far sparire gli alberi senza pensare a ciò che verrà dopo.

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