Dopo anni di promesse sulla mobilità sostenibile, arriva una notizia che rischia di scoraggiare proprio chi il trasporto pubblico lo usa ogni giorno: Tpl Linea si prepara ad aumentare del 20% il costo di biglietti e abbonamenti.
Il biglietto ordinario passerà da 1,50 a 1,80 euro. L’abbonamento annuale salirà da 290 a 360 euro. Ancora più pesante l’impatto per gli studenti: l’abbonamento annuale passerà da 220 a 280 euro, con un aumento di ben 60 euro.
La motivazione ufficiale è semplice: le tariffe erano ferme dal 2017 e l’adeguamento sarebbe previsto dal contratto di servizio. Un ragionamento che può avere una sua logica economica. Il problema è che, mentre i prezzi si aggiornano, il servizio continua a presentare le stesse criticità denunciate da anni dagli utenti.
Bus che saltano le corse, mezzi spesso vetusti, ritardi frequenti, guasti improvvisi, carenza di personale e difficoltà nel garantire la regolarità del servizio. Situazioni che chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico conosce molto bene.
La domanda quindi nasce spontanea: è giusto chiedere ai cittadini di pagare di più senza prima offrire un servizio sensibilmente migliore?
La vicenda assume un significato ancora più particolare a Savona, dove negli ultimi anni si è parlato molto di mobilità sostenibile, riduzione del traffico e lotta all’inquinamento. Da tempo amministratori e tecnici spiegano che per convincere le persone a lasciare l’auto a casa occorre puntare sul trasporto pubblico.
Ma la realtà sembra andare in direzione opposta.
Se si aumentano i costi per chi prende il bus, il rischio è quello di spingere molti cittadini a fare il ragionamento contrario: usare l’auto privata diventa più conveniente e, soprattutto, più affidabile.
La riduzione del traffico non si ottiene soltanto chiudendo una strada e spostando le code cinquanta metri più in là. Si ottiene creando un sistema di trasporto pubblico efficiente, puntuale, economico e competitivo rispetto all’automobile.
È la lezione che arriva da molte città europee dove il trasporto pubblico viene incentivato con abbonamenti agevolati, frequenze elevate e servizi affidabili. Da noi, invece, il messaggio che rischia di passare è diverso: pagate di più e abbiate pazienza.
Fa inoltre discutere il fatto che Tpl Linea, da alcuni mesi, gestisca anche la sosta a pagamento nel Comune di Savona. Da un lato aumentano i parcheggi a pagamento e le sanzioni per chi non rispetta gli orari; dall’altro aumentano i costi del trasporto pubblico. Il risultato è che il cittadino si trova a pagare di più in entrambi i casi.
L’azienda evidenzia un bilancio positivo, con un utile di quasi 400 mila euro nel 2025 e investimenti in corso. Numeri certamente importanti, ma che non cancellano il malcontento di molti utenti.
Perché la vera questione non è soltanto quanto costa il biglietto. La vera questione è il rapporto tra prezzo e qualità del servizio.
E oggi molti cittadini hanno la sensazione che il prezzo salga molto più velocemente della qualità.
Se davvero si vuole una città meno congestionata e meno inquinata, il trasporto pubblico dovrebbe essere la soluzione più conveniente e attrattiva. Con questi aumenti, invece, rischia di diventare semplicemente un’altra voce di spesa nel bilancio delle famiglie savonesi.






