TPL, il Pd scopre gli utenti dopo l’aumento: qualche sconto non cancella la stangata


Il Pd savonese rivendica le novità annunciate da TPL Linea per il prossimo autunno: abbonamento annuale per gli studenti utilizzabile anche d’estate su tutta la provincia, agevolazioni estese agli over 75 e tariffe particolari per chi usa soltanto la “zona rosa” di Savona.

Bene, naturalmente. Ogni facilitazione per studenti, anziani e pendolari è positiva. Ma c’è un piccolo particolare che nella nota di Parrinello e Anselmo sembra essere rimasto sul fondo dell’autobus, sotto un sedile: i prezzi del trasporto pubblico sono aumentati sensibilmente.

Il biglietto ordinario è passato da 1,50 a 1,80 euro. Gli abbonamenti sono cresciuti e per molti studenti l’aumento annuale è stato quantificato in circa 60 euro. Dunque la novità è questa: prima si alzano le tariffe, poi si concede qualche correttivo e infine lo si presenta come una conquista politica. Un’operazione comunicativa impeccabile, soprattutto se si evita di fare il conto completo agli utenti.

L’abbonamento annuale per gli studenti, con l’uso estivo su tutta la rete provinciale, può certamente essere utile alle famiglie. Così come è giusto abbassare da 80 a 75 anni la soglia per le agevolazioni agli anziani. Ma non è una rivoluzione: è il minimo sindacale che ci si aspetta da un servizio pubblico che chiede ai cittadini di pagare di più.

Anche la “zona rosa” merita qualche domanda. Le condizioni particolari per i residenti savonese sono positive, ma non possono trasformarsi in una foglia di fico per nascondere una realtà ben più ampia: chi vive nelle frazioni, chi si sposta per lavoro, chi deve raggiungere ospedali, scuole e uffici, continua a fare i conti con corse insufficienti, tempi lunghi e tariffe più pesanti.

Il Pd attacca il centrodestra, accusandolo di essersi occupato soltanto del nuovo CdA. Critica legittima: le nomine non possono essere l’unica passione della politica. Però anche chi amministra Comuni e Provincia e partecipa alle decisioni su TPL non può limitarsi a intestarsi i piccoli sconti, dimenticando la stangata che li ha resi necessari.

Gli utenti non chiedono comunicati celebrativi. Chiedono autobus puntuali, corse frequenti, collegamenti decenti con l’entroterra e tariffe sostenibili. Il resto è zona rosa, ma solo sulla carta.

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